On the way to Malaysia
Francesco Giordano | martedì 13 gennaio 2009 | Etichette: bangkok, Chiang Mai, Chinatown, Jungle, malesia, thailandia
La Thailandia non mi ha deluso, o meglio, non mi ha fatto schifo come ho temuto a un certo punto a Kuta (Bali) riflettendo su quanta poca autenticità sopravvive nelle zone più turistiche del Sud Est Asiatico.
Mi sembrava che tutto fosse di plastica e preconfezionato, che l'unico dialogo con gli indigeni si riducesse al rifiutare le insistenti offerte di tassisti, spacciatori e papponi, (e c'è chi fa tutti e tre i lavori).
Bangkok è sì un ghetto per backpacker, è sì piena di turisti ma rimane una metropoli gigante da esplorare, piena di umanità, odori e rumori. E smog.
E al tramonto può capitare di rimanere intrappolati in un ingorgo umano tra gli strettissimi banchi del mercato vicino a Chinatown.
Alla fine quello che rende Bangkok insopportabile è la sua scarsa vivibilità, la sua confusione e il suo inquinamento. E questo mi sta bene!
A Chiang Mai alla fine sono rimasto quasi cinque giorni, ho esplorato discretamente la città ma son stato costretto anche a passare un bel po' di tempo in guesthouse a causa della salute non ottimale.
Chiang Mai è in qualche modo la capitale culturale della Thailandia, molti stranieri ci si fermano per diversi mesi per seguire corsi di massaggi, di cucina, di lingua thailandese e altro.
Rimane una meta classica del circuito turistico, ma camminare non è stressante come a Bangkok e la qualità delle guesthouse è migliore.
Ora sto meglio e in Malesia voglio farmi una camminata nella giungla. Tra poche ore parto per il sud della Thailandia, con destinazione Hat Yai (città famosa per i recenti contrasti tra le minoranze islamiche e le autorità), dopodichè il prima possibile attraverso il confine malese, con destinazione Kota Bahru, punto di partenza dello Jungle Train...
Ayutthaya e poi via verso il nord thailandese
Francesco Giordano | mercoledì 7 gennaio 2009 | Etichette: Ayutthaya, bicicletta, Chiang Mai, mappa
Il viaggio dura un'ora e mezza ma bisogna sommare un'ora di ritardo, per cui sono stimate due ore e mezza per settanta chilometri.
Non male, ho letto Patagonia Express di Sepulveda.
Ayutthaya e' poco piu' di un villaggio. Forse una cittadina. Ed e' stata capitale della Thailandia.
Qua i Wat, ovvero templi, non mancano, ce n'e' in abbondanza. Talmente tanti che pagare per vedere i due-tre piu' importanti e' stupido perche' si vedono benissimo al di fuori dalle mura alte trenta centimetri e comunque ce ne sono a bizzeffe gratuiti in mezzo ai parchi.
Per fortuna questo errore l'ho commesso solo una volta e ho sprecato solo 50 bath.
E' zona turistica e questo incide un po' sui prezzi ma tutto sommato (per usare un'espressione di Monkey) non e' che la gente ti guardi come un portafoglio ambulante.
Piuttosto quando passi in bicicletta e hai l'aria di uno che si e' perso i bambini ti salutano gioiosamente in inglese e ti danno il benvenuto nel loro paese. Poi nessuno pero' sa dirti dove ti trovi guardando una mappa della loro citta'. Mah, questa cosa mi e, capitata anche a Kuala Lumpur e, ora che ci penso, a Casablanca.
Io credo che se a Torino uno straniero mi fermasse chiedendomi di indicargli dove si trova nella mappa non avrei grossi problemi.
Stasera prendo un bus per Chiang Mai (500 bath; ma al ritorno mi sa che prendo la terza classe che costa meno della meta') e arrivo finalmente nel nord della Thailandia.
Forse li' fara' un po' freschino.
No, non come in Italia! Al massimo un felpino la sera, ma non e' detto.
A Bangkok
Francesco Giordano | domenica 4 gennaio 2009 | Etichette: bali, bangkok, isole gili, Kuala Lumpur, malesia, opossum, penang, thailandia
Comunque sono a Bangkok, in Thailandia. Una metropoli caotica ma affascinante, piena di backpacker, puttane, venditori ambulanti, turisti italiani diretti nelle isole a sud, spacciatori, cinesi, taxi, tuk tuk e templi buddisti.
Come ci sono arrivato? Leggendo qualche post addietro si dovrebbe trovare la risposta, son passato da Bali e dalla Malesia, non prima di aver viaggiato sulla costa orientale australiana, il tutto insieme alla mia ragazza.
Starò in queste zone ancora circa tre settimane, pensavo prima di dirigermi verso il nord della Thailandia, dopodichè tornare direttamente in malesia e percorrerla da nord a sud arrivando a Singapore.
Pazza Sydney, paura e deliro DownUnder
Francesco Giordano | sabato 6 dicembre 2008 | Etichette: bonghi, breakdance, refill
Le orecchie attratte dalle percussioni ti trasportano, poi arrivano altre orecchie. Quattro nere e due gialle. E iniziano le acrobazie e evoluzioni di un inconsueto trio di breakdance multietnico.
Le mani applaudono.
Gente storta, bevuta, stonata si butta nella mischia, balla convulsamente, si umilia, striscia per terra, simula sesso e autosesso.
Poi un gigante polinesiano lascia un'offerta ai suonatori di strada. Un biglietto rosso e un altro giallo.
E intanto si attende l'estinzione del ceppo indoeuropeo...
Ultimi giorni a Melbourne e ritorno a Sydney
Francesco Giordano | venerdì 28 novembre 2008 | Etichette: darling harbour, foto sydney, greyhound, messy 3607
Ho viaggiato in bus con la Greyhound, prevedendo inizialmente una sosta a Canberra di cui poi farò a meno non avendo voglia di girare la città a piedi per un intero giorno.
Torno quindi a Sydney che è primo pomeriggio, e sono felice. La città mi mancava, anche se Melbourne, me l'han confermato tutti, è migliore sotto molti aspetti.
Chiamo subito un po' di amici che mi offrono un primo appoggio, vado prima da Omar, che dorme in un bilocale con altri sei asiatici. Vivono come sardine ma l'atmosfera è simpatica!
Poi mi chiama Liang esordendo al telefono con una bestemmia in perfetto italiano. Torno alla World Tower, il mio primo appartamento a Sydney a cui sono molto affezionato. Alla fine accetta di ospitarmi per due settimane, cioè pago una miseria e posso dormire nel divano in salotto (comodissimo!).
Per la prima notte però avevo già un accomodation, grazie all'ospitalità di Davide il genovese, stabilito da qualche mese a Glebe, uno splendido quartiere di Sydney, più tranquillo della city e sicuramente più "stiloso".
La serata, nonostante la stanchezza, va alla grande. Mi ritrovo nel backyard di alcuni studenti australiani, c'è un piccolo party in cui Davide e dei suoi amici suonano la chitarra.
Mi spiega che suonano ormai da alcune settimane ogni sera in alcuni locali o nel parco di Glebe improvvisando motivi che poi si trasformano in canzoni semi-serie. Vocalist e paroliere del gruppo è Carlie, americano, coinquilino di Davide e grandissimo personaggio organizzatissimo e pieno di risorse.
Ora è da due giorni che vivo al "messy 3607", mi trovo benissimo e ieri forse ho anche trovato un lavoro in un ristorante a Darling Harbour. Dopo due chiacchiere e la consegna del resumee mi è stata proposta una prova di due ore la sera stessa e a quanto pare me la son cavata bene...
Melbourne e Philip Island
Francesco Giordano | sabato 22 novembre 2008 | Etichette: hertz, koala, melbourne, philip island, wallaby, yha
Comunque...
Come avevo annunciato sono volato a Melbourne. Qui ho incontrato un amico conosciuto a Sydney un mese prima, Gigi, oltre al freddo e alla pioggia.
Piano piano l'intenzione di cercare un lavoro è sfumata. Ho invece girato un po' Melbourne che per certi versi è una città più gradevole di Sydney, anche se là ormai mi sentivo a casa.
Martedì sera sono arrivato con una valigia piena di vestiti sporchi e non vedevo l'ora di fare il bucato, peccato che per due giorni la laundry del YHA fosse chiusa. Inoltre gli unici letti disponibili erano nelle costose camere da quattro, ma ero troppo stanco per mettermi a cercare una sistemazione alternativa.
Mercoledì abbiamo deciso di andare a fare un giro a Philip Island, un isola a sud di Merlbourne, famosa per i pinguini e per il circuito della MotoGP.
Abbiamo noleggiato un'auto alla Hertz. Per circa 70 euro abbiamo ottenuto una Toyota Corolla per due giorni, che è stata anche il nostro ostello, e se non avessimo preso la massima copertura assicurativa ci sarebbe costata la metà! Tra l'altro ieri sera siamo arrivati troppo tardi per la riconsegna. Gigi, che era il guidatore designato è partito stamattina alle 6 quindi son dovuto andare io a riconsegnarla. Mi aspettavo ci facessero pagare chissà quale penale per il ritardo o per il secondo guidatore (sotto i 25 anni tra l'altro) o per un graffietto sul cerchione. Invece è andata liscia!
Comunque la gita è andata benissimo, nonostante il vento gelido e la pioggia imperversassero. Neanche la guida dal lato sbagliato e il cambio automatico ci hanno intimorito.
I pinguini in effetti non li abbiamo neanche visti, abbiamo ripiegato invece sui koala, canguretti (o meglio wallabies) e varia fauna volatile, comunque non sono mancati panorami mozzafiato e ben due barbecue. Ma soprattutto la libertà di girare indipendentemente senza uno di quei maledetti tour organizzati!
Allego qualche foto scattata dalla fotocamera di Gigi...
In serata, tornati al YHA riesco finalmente a lavare la mia roba, che poi alla fine sono sempre i soliti quattro stracci. Ho pagato altre due notti, poi vedremo.
Anche stavolta sono rimasto a Darwin per meno di ventiquattr'ore. Ho dormito di nuovo al Malaleuca, non ho lavato i vestiti e non mi sono ancora cambiato.
Puzzo, di cipolle forse, o di sudore, o di fetido, non so bene di cosa ma puzzo. E chissene.
A Darwin mi sono subito fiondato in biblioteca per usare il wifi e leggere le centocinquantatrè email ricevute, controllare blog, forum e siti vari.
Poi ho contattato un po' tutti gli amici sparsi in Australia e in Italia, grazie alla ricarica da seicentocinquanta dollari della vodafone.
Ho deciso di partire subito per Melbourne perchè il volo costava solo duecento dollari e perchè ho sentito Gigi, lui è lì.
Se trovo un lavoretto in città provo a tirar su ancora due soldi.
La tenda l'ho buttata via in un cassonetto vicino al Woolworths di Darwin. Dentro c'erano ancora due fette di toast e una tachipirina
Uhh! Sì, son vivo...
Francesco Giordano | lunedì 17 novembre 2008 | Etichette: campeggio, cipolle, darwin, farm cipolle, farmer, jetstar, melbourne, tenda
Comunque non è stata male come esperienza, all'inizio ho sofferto un po' l'adattamento, poi è andato tutto in discesa, nonostante la costosissima fottutissima tenda in cui ho dormito per venticinque scomodissime e sudatissime notti, che normalmente andavano dalle ventuno alle cinque, periodo che di solito chiamo "tardo pomeriggio".
Nessuno nel campo aveva pagato la propria tenda più di settanta dollari.
La mia era piccola e poco areata, e pagata duecentottanta (scontata da trecentocinquanta!). Che botta per il morale, oltre che ovviamente per il portafoglio!
Le prime tre notti addirittura non avendo il materassino ho usato tutto il mio guardaroba per avere qualcosa di morbido sotto il cu*o. Dopo un'anima pia mi ha prestato un materasso ad aria.
Il lavoro era abbastanza facile, forse un tantino noioso; il caldo l'ho sofferto i primi giorni, poi ci si abitua, e comunque c'erano discrete nuvole a farci compagnia. Pioggia a dire la verità molto poca.
Il mio compito consisteva nello stare perlopiù seduto "svaccato" in mezzo al campo, tagliare testa e coda delle cipolle e buttarle prima in un cestino e poi in un cestone. Il tutto per twenty bucks netti all'ora.
Si lavorava dalle seietrenta alle dodicietrenta, il pomeriggio si era liberi di fare il bagno in piscina o nel fiume, coccodrilli permettendo; valide alternative erano ubriacarsi di birra, leggere un libro, guardare un film o molto più semplicemente, dormire.
Puzzerò di cipolle ancora per qualche giorno, perdonatemi, ma via web non si dovrebbe sentire, spero.
Il mio inglese è migliorato? Mah, con l'accento che hanno da quelle parti ho sempre fatto fatica a capire cosa cercassero di dirmi...
Sono arrivato a Darwin stamattina e son corso subito in biblioteca per connettermi a internet, avevo 153 email non lette e un vasto elenco di siti da controllare. Alcuni li ho dimenticati.
Comunque alla fine il volo più economico era per domani mattina per Melbourne. Ho preso quello.
Inizialmente avevo idea di cercare un passaggio verso Alice Springs e da lì di proseguire in qualche modo, magari via treno, o via bus. Ma ci avrei messo troppo tempo, e non è che poi abbia chissà quanti soldi. Insomma, giusto per stare tranquillo un po' di tempo. A Melbourne magari mi cerco un lavoretto part time. Mah!
Ho sofferto a stare così isolato per un mese, ho saputo solo che Obama è il nuovo presidente e che Del Piero ha segnato tre gol al Real Madrid ci metterò un po' a rimettermi in carreggiata.
Va, a presto!
La mia nuova casa
Francesco Giordano | domenica 19 ottobre 2008 | Etichette: campeggio, darwin, douglas daly, farm, jetstar, tenda
Martedì ho il volo Jetstar da Sydney a Darwin, ma la mia destinazione finale è un po' più a sud, a Douglas-Daly, circa 200 km a sud.
Da quel che ho capito dormirò in un campeggio vicino alla farm, non so bene quali facilities avrò, spero ci sia almeno una sorta di collegamento a internet... e che prenda il cellulare!
Credo che sarà un'avventura davvero selvaggia, sopratutto per me che non ho mai campeggiato! Poi a Darwin oltre a fare caldissimo sta per cominciare la stagione delle piogge, già mi vedo stanco e fradicio per i campi di cipolle a maledire il momento in cui ho deciso di lasciare Sydney!
Me ne vado in farm
Francesco Giordano | venerdì 17 ottobre 2008 | Etichette: cipolle, darwin, farm, northern territory, onions
Fino a poche ore fa ero in strada a cercare lavoro e alloggi, infatti mercoledì mi scade l'affitto nella casa dove sono ora.
Tornato a casa invece, mi arriva la mail di risposta a delle informazione che avevo richiesto in merito a un annuncio per la raccolta delle cipolle in una farm a sud di Darwin, nel Northern Territory. Faccio una telefonata e mi convinco.
Ho preso il computer e in pochi minuti ho prenotato il volo per martedì prossimo. Cool!
La paga è 22.60 $ all'ora, che non è male. Inoltre mi pagano il posto nel campeggio in cui posso dormire con la mia tenda, quindi limiterò le spese al massimo!
Non escludo di pentirmi della mia decisione tra pochi giorni... ma ormai quel che è fatto è fatto!
Leaving Sydney?
Francesco Giordano | mercoledì 8 ottobre 2008 | Etichette: bali, cieco, dollaro, euro, foto sydney, pizza, soldi, sydney, thailandia, the gaff
Il lavoro cominciava davvero a pesarmi, l'ambiente non mi piaceva e ne avevo abbastanza di questi stramaledetti italiani: domenica è stato il mio ultimo giorno, addio Haberfield!
Per fortuna avevo trovato già un altro lavoro in zona Surry Hills, a due passi da casa. Il ristorante si chiama Pizza Mario... a dispetto del nome l'ambiente è tutt'altro, è gestito da australiani.
Comunque la pizza è ottima, probabilmente la migliore di Sydney, infatti sono membri dell'Associazione Vera Pizza Napoletana (gli unici in Australia); questo significa che gli ingredienti usati e la procedura per la preparazione e cottura della pizza devono seguire determinati standard.
Anche qui non sono mancati episodi in cui ho sfoggiato la mia goffezza in grande stile...
Una sera ho rotto una bottiglia di Chianti (in cantina, non davanti ai clienti). Quando l'ho detto al titolare la prima preoccupazione è stata di chiedermi se mi ero fatto male con il vetro; immagino che se fosse successo qualcosa di simile nell'altro ristorante la reazione sarebbe stata un tantino diversa!
Un'altra sera, ci sono due clienti a un tavolo, uno con un cane. A un certo punto passo al tavolo e vedo una bottiglia d'acqua vuota. La prendo in mano, la mostro al cliente e chiedo, Is finished. Do you wish another one? Non si ode risposta, penso, l'avrò detto male, Would you like one more of this? Agitando la bottiglia davanti ai suoi occhi... Ancora niente, finchè non interviene l'amico davanti e mi fa cenno di sì, bring a new one.
Me ne vado tranquillo verso il bar, quando un cameriere collega mi guarda allibito e scoppia a ridere. Sei pazzo, secondo te perchè si porta in giro il cane? .... E' cieco!!!
Comunque l'ambiente è ottimo, il mio lavoro è facile e la paga è migliore.
L'unico neo è che per ora ho pochissime ore da fare. Per questo o mi cerco un altro lavoro, oppure, per cambiare un po' aria, faccio che andare a raccogliere la frutta in campagna. Ci sto pensando da un po' e potrei partire entro due settimane.
Intanto ho l'affitto pagato fino al 22 ottobre quindi non mi conviene partire prima. Vedremo!
Nella nuova casa ci sto bene ma spesso mi annoio. L'altra era più affollata e c'era molto ricambio, incontravo sempre qualcuno. Qui vivo con due ragazze ma non ci si incontra mai perchè quando loro tornano da lavoro (alle 18) io sono appena uscito per andarci, e alle 22 sono già a dormire.
Ieri sera sono andato al The Gaff, un discopub sempre busy il martedì sera. Una specie di Cutre, sarebbe una serata universitaria ma mi pare che siano più che altro tutti stranieri... Comunque la birra costa poco e si incontra tante gente, non male!
La mia ragazza verrà a trovarmi a Dicembre. Faremo un giro in Australia a Byron Bay e Darwin, dopodichè Bali per una settimana e Kuala Lumpur e Bangkok. Dopo capodanno ritornerà da lì, io invece vorrei fermarmi un paio di mesi in Sud Est Asiatico, magari visitando il Myanmar, poichè pare che la situazione ora sia sotto controllo.
Intanto il dollaro australiano è in crisi nera. Quando sono arrivato il cambio ufficiale era di 0,62 € per 1 AU$. Piano piano ha perso punti fino a 0,57 €, ma la vera schioppettata è arrivata ieri, di botto è sceso a 0,52€... Sto guadagnando carta straccia!
Lo stesso discorso vale con il dollaro statunitense (che pure ha guadagnato sull'euro!). I primi di luglio AU$ e US$ erano pressoche identici, ora per comprare 1 US$ ne servono 1,40 di australiani! Basta guardare questo grafico per rendersi conto...
Il problema è che le valute straniere nel mondo sono legate al dollaro statunitense e/o all'euro, quindi anche andando in Thailandia perderò un sacco di soldi...
Tutto scorre
Francesco Giordano | martedì 23 settembre 2008 | Etichette: blog, bofonchiano, eraclito, italian motherfucker, italiani emigrati
Il motivo è che non ho niente di particolarmente interessante da raccontare, la conseguenza è che il sito riceve poche visite, quindi eccomi qua a porre rimedio!
Qui, come direbbe Eraclito, tutto scorre.
Le novità principali son che il mio compagno di viaggio è partito, ora son per conto mio, e domani cambio casa. D'ora in poi dovrei parlare più spesso in inglese, nei primi due mesi non l'ho praticato abbastanza!
Il lavoro va sempre abbastanza bene e a parte l'aver a che fare con clienti bacucchi italo-australiani che bofonchiano in inglese non ci sono novità a riguardo. O sì?
Purtroppo la giornata non era delle migliori, inizialmente era solo nuvoloso, quando poi abbiamo deciso di sederci sulla sabbia per mangiare i panini portati da casa allora è iniziato proprio a piovere...
Dal sito Viaggiare Sicuri del Ministro degli Esteri
Francesco Giordano | lunedì 1 settembre 2008 | Etichette: terrorismo
FOCUS: Rischio terrorismo
A fronte di un rischio globale di atti terroristici indiscriminati, non si può escludere la possibilità di attentati in qualsiasi Paese del mondo.
Questo avviso è costantemente nella prima pagina del sito da alcuni anni. Cosa ne pensate dell'utilità della frase "in qualunque posto può succedere qualunque cosa in qualsiasi momento"? Inoltre, avete realmente paura del terrorismo? Quale che sia la risposta, perchè? Non pensate anche voi che un avviso di questo tipo anzichè combattere il terrorismo, applichi esso stesso una forma di terrorismo psicologico?
Fatemi sapere che ne pensate...
Cose inventate a parte
Francesco Giordano | domenica 31 agosto 2008 | Etichette: battesimo, dodicioreemezza, ristorante, sydney ristorante
Sono sicuro che dopo la cerimonia il bimbo non vede l'ora andarsene a casa a dormire in pace invece che essere sbattuto in un angolo del ristorante dentro la carrozzina mentre parenti e amici si abbuffano alla sua salute. E certo non si ricorderà niente di quella giornata!
Oggi per l'appunto nel ristorante dove lavoro c'erano settanta persone a mangiare per celebrare il battesimo di una bambina e io l'ho combinata grossa: mentre sostituivo le posate in un tavolo, mi è scivolato un coltello nella culla! Per fortuna la bimba è rimasta illesa e i genitori l'hanno presa piuttosto bene, si sono messi a ridere come pazzi.
Cose inventate a parte, devo dire che inizio ad apprezzare il mio lavoro.
Non è troppo difficile e amo l'ambiente del ristorante.
Lo stipendio è molto meglio di quanto immaginassi.
Oggi ho lavorato dodicioreemezza (non chiamate il telefono azzurro, l'ho scelto di proposito), domani riposo.
Biennale of Sydney 2008
Francesco Giordano | mercoledì 27 agosto 2008 | Etichette: arte, arte contemporanea, biennale, sydney
L'esposizione è dislocata in diverse venues, tra cui il Museum of Contemporary Art, la Art Gallery of New South Wales e la Cockatoo Island.
Quest'ultima, raggiungibile con il traghetto gratuito, è sicuramente la locazione più insolita, infatti è un isolotto all'interno della baia di Sydney, a lungo usato come carcere!
Nel complesso la mostra mi è piaciuta ma come al solito quando visito mostre di arte contemporanea, fatico ad apprezzare seriamente quel che mi sta davanti.
A un certo punto mi sono ritrovato davanti a un muro appena imbiancato, davanti ad esso c'era della carta di giornale; dopo aver visto per ore cose bizzarre mi sembrava naturale che facesse parte dell'esposizione... invece era davvero solo un muro appena imbiancato!
C'erano due opere provenienti da Torino, dalla collezione del Castello di Rivoli (una delle due è il cavallo impagliato appeso al soffitto di Cattelan), le avevo viste poche mesi fa in Italia e vederle qui mi ha fatto un certo effetto!
Mi piace davvero l'arte, ma sono d'accordo con questa frase: un teologo e un esperto di arte contemporanea hanno in comune una cosa, cioè si intendono molto di qualcosa che non serve a niente e non ha nessun senso!
All'interno dell'esposizione non si possono prendere fotografie ma mi ero portato ugualmente la fotocamera per scattare qualche immagine dall'isola e rendere così questo grigio post un po' più vivo: ho dimenticato le pile a casa!
Got a Job...
Francesco Giordano | domenica 24 agosto 2008 | Etichette: barbecue, cameriere, haberfield, italiani emigrati, lavoro, sydney
Sono a Haberfield, uno dei suburbs della Little Italy di Sydney, per arrivarci devo prendere un bus.
Tutti sono italiani: i proprietari, i cuochi, i camerieri, e perfino i clienti. Che ci sono venuto a fare in Australia? Speravo di praticare un po' più il mio inglese... Perlomeno si mangia bene: alla fine del turno ho potuto apprezzare gli avanzi di un'enorme porchetta, un bicchiere di Nero D'Avola importato direttamente dalla Sicilia e, non ultimo, uno short black (espresso) decente!
E' interessante vedere questi italiani emigrati in Australia: sono intere famiglie, tra di loro parlano due lingue, a volte anche mischiando le parole nelle frasi. I bambini di solito parlano meglio l'inglese dell'italiano.
La paga è medio-bassa; saprò in futuro quante ore potrò fare alla settimana. Per adesso ovviamenteil lavoro me lo tengo stretto, se trovo di meglio vicino a casa lo lascerò senza troppi rimpianti (giusto per la porchetta).
Le prove come pizzaiolo e kitchen hand non sono andate bene e mi hanno convinto a fare il corso per l'RSA (Resposible Service of Alcohol), un certificato, rilasciato al termine di sei ore di lezione, necessario per poter servire alcolici, quindi per fare il cameriere o il barista.
Costa un po', ma effettivamente apre qualche possibilità in più per la ricerca di un lavoro.
Nei giorni scorsi sono stato anche malato per alcuni giorni. L'inverno di Sydney non è particolarmente freddo, ma il vento non perdona. Tuttora sono abbastanza raffreddato!
Qualche giorno fa sono arrivati a Sydney degli amici di Torino, in vacanza in Australia.
Hanno fatto un giro partendo da Perth e questa era l'ultima loro tappa. Una strana sensazione vedere dei concittadini dall'altra parte del mondo!
Ieri abbiamo organizzato una partita di calcio Italia-Australia (5-1 per gli azzurri) e poi abbiamo finalmente preso parte a un tipico barbecue aussie!
Infine oggi son ripartiti alla volta dell'Italia con diversi scali in giro per il mondo. (Se mi leggete da Perth, Dubai o chissà dove scrivetemi un commento!).
Domani seconda giornata di lavoro, per fortuna solo di sera!
Coles Supermarkets
Francesco Giordano | martedì 12 agosto 2008 | Etichette: coles, supermarket, sydney
La Coles Supermarkets è un'enorme catena presente in tutto il paese, sarebbe seconda alla Woolworths ma la mia impressione è che qui a Sydney ci siano più supermercati Coles.
Abbiamo avuto diversi "domicili" qui a Sydney, prima in ostelli e ora in appartamento, ma un Coles sotto casa è sempre stato presente!
In particolare, ora ne abbiamo un proprio ai piedi della World Tower, non mi metto neanche la giacca per andare a fare la spesa (embè, direte. Ma qui è inverno...)!
Il Coles non è propriamente un discount, ma è facile trovare prodotti molto convenienti.
A fianco di ogni categoria di prodotto, che sia pasta, sugo, carne, surgelati, bibite, salumi, scatolette, liofilizzati, fazzoletti, utensili da cucina, carta da fotocopie ... o molto altro, si trova sempre l'alternativa all'acquisto costituita dalla marca di casa.
Un po' come succede in Italia, tutti ricorderanno infatti le SìCola, GS-Cola e così via.
Di solito comprando questi prodotti si risparmia perchè si evita di pagare il marchio e viene saltato qualche passaggio della catena di distribuzione, ma non sempre la qualità è la stessa.
Bene, il Coles fa di più, infatti possiede non uno ma ben tre marchi di prodotti:
- Coles Finest: il prodotto di qualità
- You'll love Coles: prodotto dal buon rapporto qualità-prezzo, con la possibilità di restituzione in caso di cliente non soddisfatto.
- Coles $mart Buy, why pay more for everyday basics? : il prodotto low-cost per eccellenza. A volte si risparmia più del 80% rispetto all'equivalente prodotto di marca. La qualità? Bah... meglio non saperlo!

Ancora lavoro cercasi! Ma solo per me.
Francesco Giordano | venerdì 8 agosto 2008 | Etichette: sydney, visto whv
Infatti non avendo trovato lavoro in fretta e avendo quasi finito i soldi si pensava di lasciare Sydney per andare a raccogliere frutta in qualche farm, probabilmente nel nord, nel Queensland.
Questo problema l'abbiamo risolto, diciamo, a metà. Infatti il mio mate, Steve, ha finalmente ottenuto il lavoro come cameriere.
Io invece sto ancora cercando un lavoro, dopo due bocciature come pizzaiolo: ammetto che la prima serata non ho fatto non ho fatto una buona impressione ma nella seconda pizzeria, una bettola, mi sembrava di aver fatto bene. Vabbè!
Domani continuo il giro di ristoranti...
Pizzaiolo in prova
Francesco Giordano | lunedì 4 agosto 2008 | Etichette: foto sydney, harbour bridge, opera house, pizza, pizzaiolo, world tower
Per due-tre giorni abbiamo cercato lavoro, purtroppo ora qui è bassa stagione e assumono un po' di meno. Inizialmente pensavamo di dirigerci a Leichardt, un sobborgo che è la Little Italy di Sydney, ma diversi ci hanno sconsigliato di farci assumere da italiani. Non è affatto vero che hanno un occhio di riguardo per i connazionali, anzi.
Sabato e domenica abbiamo anche avuto tempo di girare un po' la zona di The Rocks e Circular Quay e poi l'itinerario più classico da fare a Sydney: andare sull'Harbour Bridge per fotografare l'Opera House, e andare all'Opera House per fotografare l'Harbour Bridge.
Per fare pratica stasera a casa ho cucinato una pizza, anzi due.
Ho anche impastato, mentre probabilmente a ristorante dovrò solo farcire la pasta già pronta, magari anche spianata!
Per aver usato degli ingredienti non di primo livello devo dire che il risultato è stato più che soddisfacente; le due pizze sono risultate solo un po' pesantucce. Anche i miei coinquilini indonesiani hanno apprezzato.
Devo dire che sono molto soddisfatto dell'appartamento in cui vivo. Abbiamo a disposizione una palestra e una piscina con sauna, inoltre abitare in un grattacielo ha i suoi vantaggi: per trovare la strada di casa basta guardare in alto e individuare il profilo della World Tower... e quanti di voi hanno il proprio condominio su Wikipedia?




