Oggi è il giorno della Grande Muraglia. Con qualche titubanza ci siamo arresi all'idea di partecipare a un viaggio organizzato anziché noleggiare un taxi: il prezzo (260 yuan) sembra vantaggioso e comprende il trasporto, l'accesso e un pasto. Inoltre la destinazione è quella che vogliamo noi, Simatai; la LP dice essere meno turistica di Badaling, che abbiamo accuratamente evitato.
Ovviamente nutriamo qualche dubbio sul fatto che una località definita non turistica sia meta di un tour organizzato, ma arrivati sul posto, intorno alle 11, constatiamo che non è troppo affollato e si scorgono alcuni tratti della muraglia con pendenza di 70° assolutamente stupefacenti.
Simatai
Ricevuti i biglietti per l'ingresso, la nostra guida Chung ci detta alcune indicazioni sulla visita, che ignoriamo totalmente. Capiamo vagamente che verso le 16 ci sarebbe stato un ritrovo per il pranzo.
Spensierati, partiamo per una passeggiata sotto il caldo sole di mezzogiorno tra i ripidi sentieri e scalette della mitica muraglia.
Ci muoviamo dapprima verso ovest, poi torniamo verso est, arrivando fino a una vecchia torre di guardia dove una vecchia vende souvenir e bibite. Da qui si è collegati mediante una funivia con il posto dove ci ha lasciato l'autobus.
All'andata ce la siamo fatta a piedi, ma decidiamo di spendere 30 yuan a testa per scendere, pensando di ritrovare il resto del gruppo pronto per il pranzo. Intanto la vecchietta ci borbotta qualcosa, come mai?
Arrivati giù una donna inizia a tampinarci, dice che dobbiamo prendere un taxi, capisce e parla un po' di inglese. Inizialmente la scacciamo in malo modo, poi, guardando sul biglietto una piccola piantina della zona capiamo di aver fatto una minchiata gigantesca: era previsto un itinerario di circa 10 chilometri verso ovest, da lì, fino a Simatai. E noi pensavamo di esserci già a Simatai!
Sono ormai le 15 e abbiamo solo un'ora di tempo per raggiungere il luogo dell'appuntamento, tre ore le abbiamo buttate via girando a caso.
Rifiutiamo comunque il taxi e iniziamo a correre: sudiamo l'anima sotto il sole percorriamo decine di saliscendi ripidissimi, è una lotta contro il tempo!
A metà percorso incontriamo tre donne (scopriremo essere delle mongole), parlano un po' di inglese e ci obbligano praticamente a seguirle per un sentiero, assicurandoci che se avessimo percorso il tratto della Muraglia avremmo perso troppo tempo. Ad ogni modo decidiamo di seguirle, lungo un sentiero piuttosto impervio dove loro tre zampettano con facilità molto meglio di noi nonostante la loro età! Com'era prevedibile, una volta in mezzo al bosco ci propongono di comprare souvenir e cianfrusaglie varie. Noi irremovibili insistiamo perchè ci conducano prima a Simatai. Facciamo ancora un po' di strada, le compriamo qualcosa ad un costo più alto di quanto avremmo pagato il taxi, ma ci siamo divertiti di più! In realtà loro non sono ancora contente, ci gridano dietro mentre ci allontaniamo da loro e riprendiamo la strada principale sulla muraglia. Abbiamo ancora da percorrere due tratti ripidissimi e una specie di ponte tibetano (con tanto di tassa di 5 yuan), ma arriviamo finalmente a destinazione, trionfanti, alle 15.59! La vista è splendida, una piccola spiaggia bagnata da un laghetto artificiale, e tutt'intorno le colline.
Ritroviamo finalmente il gruppo con cui siamo partiti (ci sono ancora una volta i tre inglesei di Manchester) e mangiamo un pranzo più che decente “offerto” da Chung, personaggio un po' enigmatico.
Beijing
Tornati a Beijing, ceniamo in un ristorante scelto a caso non lontano da casa e mangiamo abbastanza bene. Cercando invece un pub descritto nella LP che dovrebbe trovarsi all'interno di un tempio buddista sconsacrato, ci ritroviamo in una via molto animata, piena di localini e bar, con tanto di PR accalappiaclienti. Prezzi dei cocktail europei.





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