Arriviamo a Beijing alle otto di mattina, tirando un sospiro di sollievo visto che, contro ogni logica spiegazione, l'orario previsto era alle quattro della notte.
Cercando di chiamare un taxi, salutiamo Michael, che ci offre altri 100 yuan, vedendoci a corto di liquidi. Insistiamo per dargli 10 euro in cambio, ma lui rifiuta fermamente, bofonchiando un proverbio irlandese che invita a donare un giorno per essere ricompensati il giorno dopo. Grazie Michael!
Trovato il taxi, in qualche modo gli facciamo capire l'indirizzo dell'ostello e partiamo per un trafficatissimo vialone a sei corsie.
A un primo colpo d'occhio, sembra di essere in una metropoli occidentale, le strade e le automobili sono moderne. Però le insegne e i cartelli sono in cinese, pensate un po'!
L'aria è sicuramente inquinata ma non la trovo peggiore che nelle città russe o Ulaanbaatar.
Il nostro ostello, situato in uno hutong, una specie di vicolo, si chiama appunto Hutong Inn e assomiglia più a un pensione bed & breakfast. Abbiamo una camera privata da quattro persone a sette euro a testa!
Ritiriamo inoltre i biglietti del treno per Shanghai per il 24 agosto; li avevo prenotati via internet e ce li hanno spediti direttamente in albergo.
Ci facciamo una doccia e cambiamo i vestiti che abbiamo addosso da due giorni, dopodichè ci avventuriamo finalmente per Beijing.
Sfruttiamo il primo pomeriggio a disposizione per vedere il tempio dei Lama e il vicino tempio di Confucio.
Il primo dei due è affollato e più turistico, ma sicuramente notevole: è il tempio buddhista più grande in Cina, eccettuati ovviamente quelli del Tibet.
Il secondo è molto più tranquillo e la visità, più rilassante contempla momenti di relax, seduti su una panchina a mangiare ghiaccioli e a bere bibite... il caldo è insopportabile!
Non siamo vicini al centro, ma facendo una passeggiata raggiungiamo Piazza Tienanmen, accedendovi per la Porta della Pace Celeste. E' emozionante entrare nella Piazza più grande del mondo, un'immensa spianata di cemento, vista tante volte alla televisione in fotografia, per le clamorose vicende legate ad essa. Artisticamente non è paragonabile alla Piazza Rossa, ma riesce comunque a mettermi i brividi!![]()
A nord vi è l'accesso alla Città Proibita, sovrastata dal ritratto di Mao e dalle insegne VIVA LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE e VIVA L'UNITA' TRA I POPOLI DEL MONDO; a ovest sorge il Palazzo dell'Assemblea del Popolo, il parlamento cinese; sul lato opposto si trovano il Museo della Storia Cinese e il Museo della Rivoluzione Cinese; al centro domina il Mausoleo di Mao e al fondo il Monumento agli Eroi del Popolo e la Porta Anteriore.
Al tramonto si accendolo le luci, nella semioscurità risplendono gli austeri monumenti e nel cielo volano gli aquiloni, trascinati dai bambini che corrono per la piazza.
Per la cena ci affidiamo alla LP: scegliamo il ristorante più consigliato, ma finiamo in un una specie di fast food. Colossale cantonata della guida o abbiamo sbagliato indirizzo?
Nel complesso il primo giorno a Beijing ci ha dato una splendida impressione della Cina.
Le persone con cui ci siamo relazionate sono state gentili e sempre disposte ad aiutarci, benchè la comunicazione non fosse facile per via della lingua.
I prezzi sono bassissimi anche se ci troviamo nella capitale, girando in taxi in quattro non si spendono cinquanta centesimi di euro.
Interessante poi alloggiare in uno hutong, per poter vedere almeno un pochino di ciò che è rimasto della Cina tradizionale.





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