Nonostante le aspettative la notte sul treno numero 110 scorre abbastanza serena, riesco a dormire anche meglio che sullo Chopin Express; unico fastidio: il gatto...russa!!!
Le nostre compagne di viaggio parlano tanto tra loro ma non sono molto amichevoli.
Nell'altro compartimento vi è una signora in viaggio da sola, decisamente più cordiale. Riusciamo a fare due chiacchiere aiutandoci con il frasario. Anche lei è diretta a Ekaterinburg, e ci rassicura sul fatto che di notte sia possibile trovare un taxi in stazione.
Mi preoccupa anche la prenotazione all'albergo (Atrium Palace), trovato su Expedia. Ancora una volta facciamo gli splendidi e alloggiamo a un cinque stelle. Ma era in effetti quello con la camera più economica, 220 euro per una notte in una quadrupla. Peccato che anche loro non rispondano né alle e-mail né al telefono, forse non è buona usanza in Russia.
Le giornate a bordo sono monotone ma molto rilassanti.
Il momento più bello è la sosta nelle stazioni principali, dove è possibile scendere a comprare da mangiare, dalle mitiche babushke: un ottimo calzone farcito di cavoli e patate (10 rubli), polpettone di carne con patate (50 rubli), ovviamente mangiato con mani sporche.
Le vecchiette sono arzille e gentili, a volte salgono anche sul treno; se necessario, passano anche sotto il treno per attraversare il binario!
In stazione incrociamo il treno “Bajkal” (Mosca-Irkutsk), un treno migliore del nostro, popolato da turisti europei, anche italiani...
Anche in treno si può comprare qualcosa, la provodnitsa vende merendine, liofilizzati e tè; l'acqua calda è disponibile nei samovar al fondo di ogni vagone.
Passiamo le ultime ore di viaggio leggendo e chiacchierando, mettiamo infine l'orologio due ore avanti, per accordarci al fuso di Ekaterinburg; per complicare la situazione, l'orario dei treni è riferito all'ora di Mosca, quindi indovinare l'ora di arrivo è meno banale di quanto sembri.





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