Arriviamo alle 7.20 di mattina alla stazione Belorusskaja, e ci riforniamo di rubli. Un tassista ce ne chiede mille per portarci in albergo. Siamo stanchi e non conosciamo la distanza ma, calcolatrice alla mano, ci pare un prezzo eccessivo. Proponiamo timidamente la metà e accetta al volo, anzi, se la ride per tutto il percorso, che non è poi così lungo.
Accediamo all'Holiday Inn Suschevsky. E' stata forse la soluzione più economica; dormendo in quattro in una camera, ce la caviamo con 37 euro a notte a testa, pochissimo per Mosca.
Per rendere l'idea: la colazione, non inclusa nel presso, costa 20 euro a persona.
Dopo una doccia, usciamo dall'albergo, ci forniamo del carnet da sessanta biglietti della metro (ognuno ci costa così meno di 20 cents!) e ci dirigiamo verso il centro. Come ben sapevamo, la rete è gigantesca e collega qualsiasi punto della città. Non è però velocissima, e bisogna saper leggere un po' di cirillico per riuscire a scendere alla fermata giusta.
Le prime ore moscovite ci riservano la prima delusione del viaggio: non riusciamo a trovare posto in nessun treno fra Ekaterinburg e Irkutsk, in cui dovremmo arrivare intorno all'11 di agosto.
Prenotiamo quindi un volo della Ural Airlines; siamo sollevati per aver risolto un problema ma tristi perchè è decaduto l'obiettivo con cui eravamo partiti e con cui da mesi avevamo programmato l'intero viaggio: arrivare a Hong Kong via terra.
E' arrivata però l'ora di andare a vedere Mosca, è quasi pomeriggio e ancora non abbiamo visto nulla.
Ci dirigiamo quindi verso la Porta della Resurrezione, mediante la quale accediamo finalmente alla Piazza Rossa.
Una vista emozionante ci consola: la magnificenza architettonica della Krasnaya ploshchad si apre davanti a noi culminando nelle variopinte cupole della Cattedrale di San Basilio, a sinistra i Magazzini GUM, a destra il Cremlino e il Mausoleo di Lenin, alle nostre spalle il Museo Storico di Stato e la piccola Cattedrale di Kazan.
Ci godiamo a pieno la piazza, facciamo le foto di rito alla splendida San Basilio, scrutiamo il mausoleo, ci perdiamo nella folla.
Comincia a piovere, decidiamo quindi di rifugiarci ai magazzini GUM, elegante centro commerciale in uno splendido palazzo di stampo neogotico. Qui mangiamo e beviamo qualcosa in un fast food, prendiamo familiarità con la folla, impariamo a leggere il cirillico, ascoltiamo i dialoghi stranieri.
Dopo una birra all'aperto torniamo abbastanza presto in albergo
Quanto dev'essere cambiata Mosca negli ultimi quindici anni. Sicuramente la capitale dell'Unione Sovietica era già la maestosa metropoli che è oggi, ma le vetrine dei negozi di vestiti e di auto sportive, gli alberghi e i locali alla moda la rendono un ibrido tra modernità e austerità che un tempo erano inimmaginabili.
E ancora, è facile notare le marcate differenze economico-sociali tra la classe media seppur in crescita e i nuovi ricchi, che sfrecciano con le loro automobili tedesche di grande cilindrata per le vie del centro.
Intanto, oltre le mura del Cremlino che delimitano la Piazza Rossa, lo Zar Vladimir Putin si fa notare in tutto il mondo per discutibili comportamenti in politica estera e interna.






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