Tra le varie escursioni disponibili, ne scegliamo una da tre giorni e due notti, da trascorrere fra steppa e semi-deserto, visitando l'antica capitale Karakorum.
Partiamo alle 8 di mattina, ben svegliati, forniti addirittura di tre guide, su un bel furgoncino Hyunday.
Bombolo (in italiano il nome suona così!) è uno dei responsabili dell'ostello e il più esperto, Oiko è un ragazzo di 23 anni, Nana è più giovane di noi e ci accompagna per imparare a fare la guida.
Appena usciti da Ulaanbaatar, finiscono le strade asfaltate, iniziano gli scossoni.
A pranzo ci fermiamo nei dintorni di un fantasmagorico villaggio, con tanto di shop relativamente fornito e moderno.
Sostiamo in una specie di mensa e abbiamo un assaggio della cucina locale: carne di montone, riso (importato?), patate, carote e... pasta fredda.
Dovendo fare i nostri bisogni, scopriamo nel retro una meravigliosa quanto maleodorante latrina in legno, come quelle che si sentono nei racconti dei nonni che abitavano in campagna!
Nel pomeriggio raggiungiamo il semideserto e veniamo accolti nel gher, l'abitazione nomade che ci ospiterà questa notte. I proprietari sono una coppia di anziani mongoli, gentilissimi e cordiali. Nei dintorni abitano altre persone e pascolano centinaia di vacche, capre, pecore e cavalli.
Il paesaggio arido e brullo è stupendo e inedito, l'orizzonte è lontano.
Salutiamo i nostri accompagnatori e ci avventuriamo per l'arida valle.
Un “gonfiore” intestinale mi fa venire in mente che nel gher non sono presenti i servizi igienici. Dopo attimi di indecisione, lascio andare il mio spirito animalesco e dietro un cespuglio mi libero di un peso troppo a lungo sopportato. L'uomo ritorna alla natura, questa sì che è vita!
Girovaghiamo ancora, ci arrampichiamo sulle rocce come i bambini. Riusciamo a vedere ancora la base, non sembra di essere lontani eppure per tornare indietro impieghiamo cinquanta minuti!
Al nostro ritorno la cena è già pronta, Oiko ha preparato degli ottimi tagliolini con patate, cipolle e carne secca.
La serata la passiamo a giocare a carte con Bombolo, Oiko e Nana: il vecchietto, soprannominato “il guru”, ci offre vodka, tabacco e ginseng (da sniffare!).
Insegniamo ai ragazzi diverse parolacce in italiano e loro ricambiano, non si impara mai abbastanza!
Infine, il guru ci racconta alcuni affascinanti aneddoti sulla sua vita da nomade (semi-nomade per l'esattezza) e sulla sua esperienza durante la guerra.
Finalmente, verso mezzanotte si va a dormire. Meritato riposo? No... Dormiamo praticamente sul pavimento, duro e freddo, i sacchi a pelo sono scomodi, si sentono rumori sinistri (topi!) e le mosche sono odiosissime. Uno strazio!





1 commenti. Commenta!:
ah ah ah... bella li... ara che leggo ste avventure mi dispiace ancor di piu di averla saltata...
giredue
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