La notte non passa indenne dalle zanzare che affollano lo scompartimento. Esse non fanno certo distinzione tra prima e seconda classe, e l'autan le allontana solo in parte.
Alle 6.30 veniamo svegliati perchè per passare il confine è necessario scendere dal treno con tutti i bagagli e passare personalmente alla dogana.
Arriviamo quindi alla minuscola stazione di Singapore, vi sono solo due binari! In effetti, da qui partono al massimo tre o quattro treni al giorno, tutti diretti a Kuala Lumpur.
Siamo più stanchi del previsto, credevamo che lo scompartimento di prima classe ci avrebbe permesso di riposare, invece non vediamo l'ora di arrivare in hotel per dormire ancora un po'. Un taxi ci porta all'Asphodel Inn, prenotato su internet. Non è niente di che, anzi è abbastanza squallido, ma per una sola notte va benissimo, soprattutto in considerazione del prezzo.
Purtroppo alle 9 la nostra stanza non è ancora pronta e dovremo tornare per le 12.
Anche se avrei preferito posticipare, inizia subito un breve tour della città: siamo situati nel cuore di Little India, non siamo lontani da Orchard Road, dal quartiere coloniale e dalla maggior parte delle attrazioni.
Raggiungiamo a piedi Victoria Street ed entriamo in un centro commerciale per prelevare contante.
Mi sorprende come alle 10 di mattina la città sia ancora deserta: immaginavo che in un posto come Singapore ci fosse sempre fermento, gente indaffarata per strada e traffico. In compenso, tutto è pulito e sembra funzionare bene, una sensazione che molti avranno provato venendo qui per la prima volta.
All'interno del centro commerciale, decido di farmi tagliare i capelli: per 10 SG$ (5 euro) mi fanno un taglio veloce.
Mettiamo qualcosa sotto i denti ed entriamo in qualche negozio di elettronica per comparare i prezzi con quelli europei.
Facciamo passare ancora un paio di ore girovagando per il quartiere coloniale e avvicinandoci alla baia.
Tornati in albergo, mi faccio una doccia e mi metto a letto per un paio d'ore.
Mi sveglio più tardi del previsto, e ritorno in giro solo alle 17 inoltrate.
Visto il poco tempo sfrutto a pieno i consigli della guida per fare un mini-tour della città. Scendo con la metropolitana a Raffles Place, piccolo centro circondato da grattacieli, costeggio la baia prendendo la Esplanade Drive, dalla quale si scorge lo stupendo Esplanade Theatre on the Bay, magnifico esempio di architettura moderna.
Entro quindi in pieno quartiere coloniale e passo davanti all'Hotel Raffles, noto albergo di Singapore, intitolato a Sir Thomas Raffles, fondatore di Singapore nel XIX secolo.
A due isolati di distanza vi è il Singapore Art Museum, aperto fino alle 21 il venerdì sera. Lo visito abbastanza approfonditamente, ma le sale in esposizione sono poche, per fortuna l'entrata è libera. Contemporaneamente alla mia breve visita, si tiene un party al piano terra, frequentato da uomini e donne eleganti, a quanto pare questa festa ha a che fare con il Brasile... avessi avuto abiti più adeguati mi sarei imbucato e avrei scroccato drink e salatini!
Infine mi dirigo verso Beach Road, dove vi è un'alta concentrazione di bar e ristoranti. Mangio al Yinthai Place, dove mangio discretamente cibi molto piccanti. Ottimo però il dolce, mango e riso glutinoso.
Dopo cena mi avventuro curiosamente per Orchard Road, illuminata e trafficata, piena zeppa di negozi e centri commerciali, anche di sera. Il Seven Eleven mi viene in aiuto, compro una birra fresca e la sorseggio camminando durante il tragitto per l'albergo, che compio metà a piedi e metà in metropolitana.






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