Arriviamo in stazione che sono quasi le 4 di mattina. Domani avremo solo una giornata per vedere Ekaterinburg, e di sera alle 23 abbiamo il volo prenotato per Irkutsk.
Salutiamo la nostra simpatica compagna di viaggio, attesa dal marito e troviamo un tassista abusivo che ci porta al lussuosissimo Atrium Palace.
Come immaginavo la prenotazione di Expedia a loro non è mai pervenuta, e non hanno stanze quadruple. Fortunatamente ci concedono di dormire in una camera con letto matrimoniale e poltrona-letto. Il matrimoniale è talmente grande che ci dormiamo tranquillamente in tre. Ma la bella notizia è che essendo passate le 4 di notte, il check-in è registrato per il giorno 9, quindi abbiamo la stanza per tutta la giornata di domani!
Avendo ormai perso il sonno, mi faccio una doccia e mi metto a leggere aspettando le sette di mattina per fare colazione, dove mi abbuffo clamorosamente di salmone, salsiccia, uovo, arrosto di maiale, frutta, dolci... Il pranzo è fatto, ora si va a dormire.
Sarebbe ipocrita non dire che il ricordo migliore di Ekaterinburg è proprio l'albergo...
Ci facciamo due conti: abbiamo la stanza fino al 10 agosto a mezzogiorno, ci sono sauna, piscina e un'altra mega-colazione gratis che ci aspetta. Un'agenzia ci conferma che la data del volo è modificabile pagando 20 euro, ma è necessario andare all'ufficio della Ural Airlines all'aeroporto.
Non avendo niente da fare, Andrea ed io prendiamo lo sgangherato bus locale, che con 10 rubli e 45 minuti ci porta a Koltsovo (non l'unico aeroporto della città!); troviamo l'ufficio e addirittura un'addetta che capisce due parole d'inglese, purtroppo non ci sono posti disponibili fino alla settimana dopo!
Torniamo mestamente in albergo, abbiamo perso quasi un pomeriggio che potevamo dedicare alla città e soprattutto... niente sauna e niente piscina!
Sono ormai le 17.30, lasciamo l'albergo e andiamo a perlustrare la città. La LP la dipinge come metropoli “segnata storicamente da eventi sanguinosi e vicende oscure, ricca di musei e begli edifici costruiti in vari stili architettonici, con vasta offerta di ristoranti e occasioni di divertimento”.
Non sappiamo i musei, ma con tutta la buona volontà non riusciamo ad apprezzare gli edifici e i loro stili. Quanto ai ristoranti, due su tre di quelli segnalati sulla guida risultano inesistenti, ma non è più una novità!
Insomma, la città sicuramente merita una tappa viaggiando sulla Transiberiana, ma bisogna essere motivati.
Ceniamo infine in un sushi-bar all'ultimo grido; guardiamo l'ora. Siamo di nuovo in ritardo!
Solita corsa all'albergo, check-out in fretta e furia e chiamata del taxi, destinazione aeroporto.
E' un peccato saltare il viaggio in treno proprio in questa tratta, che sarebbe stata la più lunga, e avrebbe attraversato la vera Siberia (Ekaterinburg è situata al confine fra Europa e Asia).
Anche il viaggio aereo offre qualche nota di folklore, a bordo troviamo esemplari di molte razze asiatiche: slavi, cosacchi, siberiani. L'oscar se lo aggiudica il mongolo tamarro palestrato in canottiera, salirà la scaletta dell'aereo con una birra in mano!
Decolliamo che è passata la mezzanotte. Arriveremo dopo quattro ore di volo e tre di fuso orario. Gli sballottamenti spazio-temporali iniziano a farsi sentire, è difficile prendere sonno.





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