Foto dal balcone della mia camera
Francesco Giordano | giovedì 31 luglio 2008 | Etichette: foto sydney, grattacielo, liverpool street, sydney
Dopo qualche giorno di chillout e un nuovo cambio di ostello ora è davvero arrivato il momento di cercare lavoro.
L'altro ieri ho comprato una SIM Vodafone Australia, a chi serve sappia che non sono rintracciabile al vecchio numero perchè nel cellulare tengo solo quello nuovo (chiedetemelo per email se volete).
In questi giorni ho visto altri quartieri di Sydney e fortunatamente le mie prime impressioni sono state smentite: la città mi piace molto e amo soprattutto l'ambiente giovane e cosmopolita che la caratterizza.
La zona centrale, in particolar modo quella vicino alla stazione centrale è molto vivace, piena zeppa di ristoranti, bar e, soprattutto, backpackers (ostelli). Apprezzabilissime anche Chinatown e Ultimo, la zona universitaria.
La città di Sydney è in realtà un piccolissimo quartiere il cui nucleo è The Rocks, luogo del primo insediamento inglese; tutti i quartieri, anche quelli appena menzionati sono sobborghi, i più vicini fanno parte a tutti gli effetti della città, moltissimi altri costituiscono il vasto agglomerato urbano della Greater Sydney.
Stamattina abbiamo lasciato l'ostello Headquarters Backpackers e ci siamo diretti in centro città. Abbiamo preso alcuni numeri di telefono dagli annunci appiccicati a un semaforo e, sistemati in un nuovo ostello (City Backpackers in George Street, camerata da 12, internet free, cosa non molto frequente qui a Sydney) abbiamo iniziato a fare un paio di telefonate.
Detto fatto, da domani mattina andremo ad abitare in un appartamento al 36° piano in un grattacielo in pieno centro (Liverpool Street)! L'affitto è un po' altino ma, come dicevo all'inizio del post, contiamo di trovare un lavoro a breve... anche perchè non abbiamo molta scelta!
L'altro ieri ho comprato una SIM Vodafone Australia, a chi serve sappia che non sono rintracciabile al vecchio numero perchè nel cellulare tengo solo quello nuovo (chiedetemelo per email se volete).
In questi giorni ho visto altri quartieri di Sydney e fortunatamente le mie prime impressioni sono state smentite: la città mi piace molto e amo soprattutto l'ambiente giovane e cosmopolita che la caratterizza.
La zona centrale, in particolar modo quella vicino alla stazione centrale è molto vivace, piena zeppa di ristoranti, bar e, soprattutto, backpackers (ostelli). Apprezzabilissime anche Chinatown e Ultimo, la zona universitaria.
La città di Sydney è in realtà un piccolissimo quartiere il cui nucleo è The Rocks, luogo del primo insediamento inglese; tutti i quartieri, anche quelli appena menzionati sono sobborghi, i più vicini fanno parte a tutti gli effetti della città, moltissimi altri costituiscono il vasto agglomerato urbano della Greater Sydney.
Stamattina abbiamo lasciato l'ostello Headquarters Backpackers e ci siamo diretti in centro città. Abbiamo preso alcuni numeri di telefono dagli annunci appiccicati a un semaforo e, sistemati in un nuovo ostello (City Backpackers in George Street, camerata da 12, internet free, cosa non molto frequente qui a Sydney) abbiamo iniziato a fare un paio di telefonate.
Detto fatto, da domani mattina andremo ad abitare in un appartamento al 36° piano in un grattacielo in pieno centro (Liverpool Street)! L'affitto è un po' altino ma, come dicevo all'inizio del post, contiamo di trovare un lavoro a breve... anche perchè non abbiamo molta scelta!
Primi due giorni a Sydney
Francesco Giordano | lunedì 28 luglio 2008 | Etichette: Backpackers Headquarter, ostello, sydney, working holiday visa
Un furgoncino ci porta in centro, all'ostello Boomerang Backpackers in William Street. Paghiamo una sola notte, e facciamo bene perchè come posto non è granchè, in camera non c'è il riscaldamento e si muore di freddo!
Ci facciamo finalmente una doccia dopo il lungo viaggio ma rischiamo di morire assiderati asciugandoci al gelo...
Nel primo pomeriggio facciamo un giro per Sydney. A prima vista non mi ispira molto come città: è piena di stradoni trafficati e qualche grattacielo, non mi sembra molto vivibile!
Passiamo però per il Giardino Botanico che è gradevole, si affaccia sulla baia e ospita un'interessante varietà di piante e di uccelli.
Verso le 16 sentiamo il sonno arretrato piombarci addosso e ci addormentiamo direttamente sul prato. Per essere inverno non fa molto freddo, anzi il sole è talmente caldo da poter stare in maglietta. Ma passata un'oretta, la temperatura si raffredda e decidiamo di tornare in ostello e, consci del rischio che corriamo, ci mettiamo a letto.
Come prevedevamo, ci svegliamo che sono le dieci di sera, il bioritmo è completamente sballato. Tra l'altro saltiamo un mezzo appuntamento preso con un tizio conosciuto sul forum di Tripaustralia.com per una cena fra italiani...
Rimango a letto e mi sveglio verso le 4 di notte senza riuscire a prendere sonno.
Alle 7, già svegli da un po', usufruiamo della colazione dell'ostello, dopodichè ce ne andiamo.
Non lontano c'è un posto dove un amico è stato per mesi vivendo qui a Sydney, è il Backpackers Headquarter in Bayswater Road. Qui paghiamo per tre notti: le camere non sono male anche se i nostri compagni di stanza non sembrano dei maestri di ordine e pulizia... Ma almeno c'è il riscaldamento! Inoltre l'ambiente è un pochino più vivo che nell'altro.
Verso l'ora di pranzo facciamo la spesa e compriamo una sim australiana, quelle della vodafone le vendono anche al supermercato!
Nel pomeriggio si abbatte un temporale per la città quindi decidiamo di non uscire, rimaniamo in ostello, chiacchieriamo con qualche coinquilino e pensiamo al da farsi: i soldi non sono molti e dobbiamo trovare assolutamente un lavoro. Non scartiamo l'idea di spostarci subito in un'altra città, magari a Brisbane, o di cercare del lavoro in fattoria.
Domani andremo a farci il conto in banca e la tessera medicare.
Magari faremo anche un sopralluogo al quartiere italiano per cercare lavoro come lavapiatti o aiuto-cuoco.
Ci facciamo finalmente una doccia dopo il lungo viaggio ma rischiamo di morire assiderati asciugandoci al gelo...
Nel primo pomeriggio facciamo un giro per Sydney. A prima vista non mi ispira molto come città: è piena di stradoni trafficati e qualche grattacielo, non mi sembra molto vivibile!
Passiamo però per il Giardino Botanico che è gradevole, si affaccia sulla baia e ospita un'interessante varietà di piante e di uccelli.
Verso le 16 sentiamo il sonno arretrato piombarci addosso e ci addormentiamo direttamente sul prato. Per essere inverno non fa molto freddo, anzi il sole è talmente caldo da poter stare in maglietta. Ma passata un'oretta, la temperatura si raffredda e decidiamo di tornare in ostello e, consci del rischio che corriamo, ci mettiamo a letto.
Come prevedevamo, ci svegliamo che sono le dieci di sera, il bioritmo è completamente sballato. Tra l'altro saltiamo un mezzo appuntamento preso con un tizio conosciuto sul forum di Tripaustralia.com per una cena fra italiani...
Rimango a letto e mi sveglio verso le 4 di notte senza riuscire a prendere sonno.
Alle 7, già svegli da un po', usufruiamo della colazione dell'ostello, dopodichè ce ne andiamo.
Non lontano c'è un posto dove un amico è stato per mesi vivendo qui a Sydney, è il Backpackers Headquarter in Bayswater Road. Qui paghiamo per tre notti: le camere non sono male anche se i nostri compagni di stanza non sembrano dei maestri di ordine e pulizia... Ma almeno c'è il riscaldamento! Inoltre l'ambiente è un pochino più vivo che nell'altro.
Verso l'ora di pranzo facciamo la spesa e compriamo una sim australiana, quelle della vodafone le vendono anche al supermercato!
Nel pomeriggio si abbatte un temporale per la città quindi decidiamo di non uscire, rimaniamo in ostello, chiacchieriamo con qualche coinquilino e pensiamo al da farsi: i soldi non sono molti e dobbiamo trovare assolutamente un lavoro. Non scartiamo l'idea di spostarci subito in un'altra città, magari a Brisbane, o di cercare del lavoro in fattoria.
Domani andremo a farci il conto in banca e la tessera medicare.
Magari faremo anche un sopralluogo al quartiere italiano per cercare lavoro come lavapiatti o aiuto-cuoco.
Il viaggio
Francesco Giordano | domenica 27 luglio 2008 | Etichette: australia, fuso orario, jet-lag, malaysia airlines., sydney
Alle 22 il Boeing 747 della Malaysia Airlines decolla dall'aeroporto di Heathrow, mi porterà via dall'Europa per un po'. E' diretto a Kuala Lumpur, dove dopo poche ore proseguirò il viaggio per l'Australia. A bordo le graziose hostess asiatiche in abiti tradizionali ci servono un pasto di plastica mentre sforzandomi di non chiudere gli occhi guardo un film sul piccolo monitor davanti al mio sedile.
Negli ultimi tre giorni non ho dormito più di cinque ore, in condizioni di stanchezza è più facile addormentarsi su un sedile di aereo.
Il viaggio è cominciato giovedì mattina, il 24 luglio all'aeroporto Caselle di Torino, Stefano ed io ci siamo imbarcati sul Ryanar Torino - Londra Stansted, in partenza alle 10.30.
Giunti a Victoria Station con un lento pullman National Express solo verso le 15 ora locale, abbiamo trascorso alcune ore sul morbido prato di un parco nei pressi della stazione, leggendo, chiacchierando, dormendo.
Abbiamo raggiunto l'aeroporto di Heathrow direttamente con la Tube.
Mi risveglio e guardo il monitor principale: "Time to Destination: 2 hours 14 minutes", un nonnulla.
La colazione è in realtà un altro pranzo, per adattare i passeggeri al fuso malese. Cado poi in un dormiveglia interrotto solo dall'atterraggio.
Quattro ore in uno degli aeroporti migliori al mondo trascorrono velocemente, la connessione wireless è disponibile da ogni angolo del terminal. C'è qualche difficoltà in più a reperire prese di corrente, io mi arrangio seduto per terra in una toilette...
Il viaggio per Sydney è una fotocopia del precedente: ovviamente stessa compagnia, stesso velivolo, stessi film disponibili nel pacchetto entertainment, stesso cibo speziato, addirittura stesso orario di partenza. Solo, per fortuna, durà la metà.
Alle 8 di mattina tocchiamo il suolo australiano.
Scendendo dall'aereo attraversiamo la lussuosa cabina di prima classe. Se avessimo viaggiato qui ora saremmo molto più riposati. Ma non importa, l'avventura sta per cominciare, e non saranno poche ore di sonno arretrato e il fuso orario a ostacolarci. O sì?
Negli ultimi tre giorni non ho dormito più di cinque ore, in condizioni di stanchezza è più facile addormentarsi su un sedile di aereo.
Il viaggio è cominciato giovedì mattina, il 24 luglio all'aeroporto Caselle di Torino, Stefano ed io ci siamo imbarcati sul Ryanar Torino - Londra Stansted, in partenza alle 10.30.
Giunti a Victoria Station con un lento pullman National Express solo verso le 15 ora locale, abbiamo trascorso alcune ore sul morbido prato di un parco nei pressi della stazione, leggendo, chiacchierando, dormendo.
Abbiamo raggiunto l'aeroporto di Heathrow direttamente con la Tube.
Mi risveglio e guardo il monitor principale: "Time to Destination: 2 hours 14 minutes", un nonnulla.
La colazione è in realtà un altro pranzo, per adattare i passeggeri al fuso malese. Cado poi in un dormiveglia interrotto solo dall'atterraggio.
Quattro ore in uno degli aeroporti migliori al mondo trascorrono velocemente, la connessione wireless è disponibile da ogni angolo del terminal. C'è qualche difficoltà in più a reperire prese di corrente, io mi arrangio seduto per terra in una toilette...
Il viaggio per Sydney è una fotocopia del precedente: ovviamente stessa compagnia, stesso velivolo, stessi film disponibili nel pacchetto entertainment, stesso cibo speziato, addirittura stesso orario di partenza. Solo, per fortuna, durà la metà.
Alle 8 di mattina tocchiamo il suolo australiano.
Scendendo dall'aereo attraversiamo la lussuosa cabina di prima classe. Se avessimo viaggiato qui ora saremmo molto più riposati. Ma non importa, l'avventura sta per cominciare, e non saranno poche ore di sonno arretrato e il fuso orario a ostacolarci. O sì?
In partenza
Francesco Giordano | mercoledì 23 luglio 2008 | Etichette: australia, malaysia airlines., sydney
Finalmente in partenza...
Due mesi fa compravo il volo solo andata per Sydney, la decisione era stata presa solo un giorno prima.
Inizialmente si pensava di stare due mesi, lavorare il giusto per mantenersi e ripagarsi il volo di ritorno, ma con il passare delle settimane è maturata l'idea di fermarsi più a lungo; non so quanto di preciso, ma ho voglia di fare una nuova esperienza, lavorare, mettere da parte qualcosa e appena possibile viaggiare alcuni mesi nel vicino Sud Est Asiatico.
Da troppo tempo desideravo poter viaggiare per diversi mesi consecutivi senza dover aspettare le "vacanze".
Voglio sperimentare un tipo di vita che si discosti dai canoni tradizionali, incontrare persone che vivono girando il mondo, conoscere le loro esperienze e allargare quindi i miei orizzonti.
Al termine di un primo periodo tirerò le somme e valuterò se varrà la pena continuare.
Ora come ora sono solamente pieno di tante speranze e aspettative.
Lascio forse l'università, almeno temporaneamente. Lascio, finalmente, casa.
Parto per Sydney, probabilmente ci lavorerò ci un mese, forse mi sposterò in altre città, sicuramente alcune settimane lavorerò in campagna nelle farm per la raccolta frutta. Le possibilità sono infinite, sta a me sfruttarle al meglio.
Domani mattina lascerò l'Italia con un volo Ryanair da Torino a London Stansted, con bagaglio a mano composto da un trolley e un piccolo zaino; in serata volerò da London Heathrow a Kuala Lumpur con Malaysia Airlines arrivando il pomeriggio del giorno dopo. Dopo alcune ore proseguirò con la stessa compagnia per la destinazione Sydney, dove arriverò sabato 26 luglio alle sette di mattina.
L'avventura sta per cominciare...!
Arrivenderci Italia!
Due mesi fa compravo il volo solo andata per Sydney, la decisione era stata presa solo un giorno prima.
Inizialmente si pensava di stare due mesi, lavorare il giusto per mantenersi e ripagarsi il volo di ritorno, ma con il passare delle settimane è maturata l'idea di fermarsi più a lungo; non so quanto di preciso, ma ho voglia di fare una nuova esperienza, lavorare, mettere da parte qualcosa e appena possibile viaggiare alcuni mesi nel vicino Sud Est Asiatico.
Da troppo tempo desideravo poter viaggiare per diversi mesi consecutivi senza dover aspettare le "vacanze".
Voglio sperimentare un tipo di vita che si discosti dai canoni tradizionali, incontrare persone che vivono girando il mondo, conoscere le loro esperienze e allargare quindi i miei orizzonti.
Al termine di un primo periodo tirerò le somme e valuterò se varrà la pena continuare.
Ora come ora sono solamente pieno di tante speranze e aspettative.
Lascio forse l'università, almeno temporaneamente. Lascio, finalmente, casa.
Parto per Sydney, probabilmente ci lavorerò ci un mese, forse mi sposterò in altre città, sicuramente alcune settimane lavorerò in campagna nelle farm per la raccolta frutta. Le possibilità sono infinite, sta a me sfruttarle al meglio.
Domani mattina lascerò l'Italia con un volo Ryanair da Torino a London Stansted, con bagaglio a mano composto da un trolley e un piccolo zaino; in serata volerò da London Heathrow a Kuala Lumpur con Malaysia Airlines arrivando il pomeriggio del giorno dopo. Dopo alcune ore proseguirò con la stessa compagnia per la destinazione Sydney, dove arriverò sabato 26 luglio alle sette di mattina.
L'avventura sta per cominciare...!
Arrivenderci Italia!
Il visto WHV (Working and Holiday Visa) dura un anno dal momento in cui mettete piede sul suolo australiano.
Lo si può richiedere al massimo un anno prima del giorno in cui arriverete in Australia.
Dovete avere dai 18 ai 30 anni (31 non compiuti) nel momento in cui fate la richiesta del visto.
Con questo visto è possibile lavorare (non più di sei mesi con lo stesso datore di lavoro) e studiare (per non più di quattro mesi) ed entrare e uscire quante volte si vuole dall'Australia.
All'arrivo, bisognerebbe esibire il biglietto del volo di ritorno e dimostrare di avere sufficienti fondi per vivere in Australia per alcuni mesi anche senza lavorare. In realtà pare che queste cose non vengano mai controllate. Per inciso, io non ho nessuno dei due requisiti.
Il visto può essere fatto solo una volta nella vostra vita, ma se e solo se durante il primo periodo lavorate per almeno tre mesi in campagna presso una farm (sostanzialmente la raccolta frutta) potrete richiedere una seconda volta il WHV (sempre che non abbiate superato il 30 anni).
Qualsiasi tipo di visto australiano può essere richiesto online sul sito del Ministero dell'immigrazione dell'Australia .
Si può pagare con una carta di credito (va bene anche la Postepay) e in poche ore, se non ci sono problemi, vi mandano la conferma!
Attenzione, in qualche caso è possibile che ci vogliano diverse settimane, specie se si hanno avuto problemi di salute o qualche problemino con la legge (per dire, anche solo il ritiro della patente).
Il costo del WHV è di 190 AUD$, il che, oggi, equivale a 115 euro.
Nella lettera di conferma (che arriva per email dopo alcuni giorni, ma la si trova dopo pochi minuti direttamente sul sito andando a vedere a che punto è la procedura, mediante inserimento di un codice segreto e dati del passaporto) è presente il Visa Grant Number: questo è sostanzialmente il visto, non è necessario appiccicare nulla sul passaporto. Esso è registrato elettronicamente e il vostro passaporto sarà riconosciuto quando arriverete alla dogana.
Lo si può richiedere al massimo un anno prima del giorno in cui arriverete in Australia.
Dovete avere dai 18 ai 30 anni (31 non compiuti) nel momento in cui fate la richiesta del visto.
Con questo visto è possibile lavorare (non più di sei mesi con lo stesso datore di lavoro) e studiare (per non più di quattro mesi) ed entrare e uscire quante volte si vuole dall'Australia.
All'arrivo, bisognerebbe esibire il biglietto del volo di ritorno e dimostrare di avere sufficienti fondi per vivere in Australia per alcuni mesi anche senza lavorare. In realtà pare che queste cose non vengano mai controllate. Per inciso, io non ho nessuno dei due requisiti.
Il visto può essere fatto solo una volta nella vostra vita, ma se e solo se durante il primo periodo lavorate per almeno tre mesi in campagna presso una farm (sostanzialmente la raccolta frutta) potrete richiedere una seconda volta il WHV (sempre che non abbiate superato il 30 anni).
Qualsiasi tipo di visto australiano può essere richiesto online sul sito del Ministero dell'immigrazione dell'Australia .
Si può pagare con una carta di credito (va bene anche la Postepay) e in poche ore, se non ci sono problemi, vi mandano la conferma!
Attenzione, in qualche caso è possibile che ci vogliano diverse settimane, specie se si hanno avuto problemi di salute o qualche problemino con la legge (per dire, anche solo il ritiro della patente).
Il costo del WHV è di 190 AUD$, il che, oggi, equivale a 115 euro.
Nella lettera di conferma (che arriva per email dopo alcuni giorni, ma la si trova dopo pochi minuti direttamente sul sito andando a vedere a che punto è la procedura, mediante inserimento di un codice segreto e dati del passaporto) è presente il Visa Grant Number: questo è sostanzialmente il visto, non è necessario appiccicare nulla sul passaporto. Esso è registrato elettronicamente e il vostro passaporto sarà riconosciuto quando arriverete alla dogana.
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