Appena svegliato vado in reception a chiedere se sono arrivati i biglietti del treno Mosca-Ekaterinburg che l'agenzia ConnectRussia doveva spedire in hotel prima del nostro arrivo, ma non vi è nessuna traccia. Iniziamo a preoccuparci, i contatti via mail non sono stati troppo “fluidi” e al numero di telefono indicato non risponde nessuno.
In mattinata torniamo nella Piazza Rossa e visitiamo la cattedrale di San Basilio: purtroppo l'interno non mantiene l'originalità e la magnificenza dell'esterno.
L'entrata al mausoleo di Lenin è gratuita, ma bisogna mettersi in coda e noi siamo arrivati un po' tardi. Rifiutiamo l'offerta di alcune pseudo-guide che, d'accordo con i poliziotti, chiedono soldi solamente per far tagliare la coda; riproveremo invece dopodomani.
Dopo aver nuovamente mangiato dentro ai Magazzini GUM, andiamo a fare la fila per visitare il Cremlino, custode del potere russo attraverso i secoli, a partire dalla Chiesa Ortodossa, passando per le dinastie zariste, i leader dell'Unione Sovietica e, infine, i presidenti dell'attuale repubblica.
Al suo interno vi è un ricchissimo patrimonio artistico, spiccano il Palazzo del Patriarca e la Cattedrale dell'Assunzione. Per vedere tutto attentamente servirebbero parecchie ore, noi preferiamo concederci lunghe pause all'ombra nei giardini che si affacciano sulla Moscova.
Tornati in albergo (i biglietti non sono ancora arrivati), per cenare scegliamo sulla LP il Tibet Kitchen, “locale accogliente, nel seminterrato di un edificio lungo una delle vie più alla moda di Kuznetsky Most, che come per magia vi farà sentire a Lhasa”. L'esperienza è in realtà meno indimenticabile del previsto, ma la zona è effettivamente molto centrale; ci infiliamo quindi in un Cocktail & Sushi bar (il pesce crudo a Mosca va tantissimo) per chiudere la serata.





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