Andrea sta un po' meglio, ma non si sente ancora di uscire. Occuperà la sua camera per tutta la giornata, ma si sente di stare solo. Svegliati a un'ora decente, agli altri tre balena in testa l'idea di provare a fare una veloce gita al lago, tornando nel tardo pomeriggio (il treno partirà stasera prima delle 21).
Arrivati alla stazione dei bus, ci scoraggiamo un po'. Non riusciamo a capire quanto costi il biglietto e quanto tempo impieghi il bus per arrivare a destinazione; inoltre la giornata è uggiosa, fa piuttosto freddo.
Desistiamo definitivamente: sarà una scusa per tornare in futuro.
Nel pomeriggio ci rechiamo in un internet point (dopo una non facile ricerca) per confermare la prenotazione dell'ostello a Ulaanbaatar, segnalando che arriveremo un giorno prima del previsto. Scrivo qualche cartolina, sperando che arrivi a destinazione. Siamo così lontani...
Dopo un'ultima cena veloce in albergo, salutiamo la cameriera che ormai si è affezionata a noi (perlomeno questa è la nostra illusione) e ci facciamo chiamare un taxi.
Il tassista è il classico brutto ceffo taciturno, non capisce una parola d'inglese, ma sembrerebbe avere qualche difficoltà anche con il russo... Allunga all'inverosimile la strada per la stazione, passa dal ponte più lontano, sale su per la collina... ma infine ci chiede solo 120 rubli (3,50 euro). Il primo che non ci ha fregato da quando abbiamo preso taxi in Russia!
Treno 362
Dal treno 362, in servizio quotidiano fra Irkutsk e Ulaanbaatar (tempo di percorrenza circa 33 ore), ci aspettavamo il peggio. Invece è un convoglio abbastanza nuovo, ben tenuto e pulito. Sicuramente più accogliente del Mosca - Ekaterinburg di qualche giorno fa.
Inoltre, siamo in un vagone di soli turisti, quasi tutti occidentali; l'atmosfera è allegra, quasi festaiola.
Conosciamo viaggiatori e viaggiatrici dall'Irlanda, Inghilterra, Spagna, Francia, Corea del Sud; e una coppia italiana, di Torino! Alcuni viaggiano soli, altri in due o tre, noi siamo i più numerosi.
Costeggiamo il Lago Bajkal che ormai è calata l'oscurità, non riusciamo a vederlo neanche dal treno!
Nel mio scompartimento dormono due ragazze irlandesi e una donna francese che vive in Marocco.





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