Dopo circa quattro giorni di riposo a Bangkok (non li ho contati), trascorsi a spasso per la citta' e a ciondolare per Thanon Khao San prendo il mio bel treno di terza classe per Ayutthaya.
Il viaggio dura un'ora e mezza ma bisogna sommare un'ora di ritardo, per cui sono stimate due ore e mezza per settanta chilometri.
Non male, ho letto Patagonia Express di Sepulveda.
Ayutthaya e' poco piu' di un villaggio. Forse una cittadina. Ed e' stata capitale della Thailandia.
Qua i Wat, ovvero templi, non mancano, ce n'e' in abbondanza. Talmente tanti che pagare per vedere i due-tre piu' importanti e' stupido perche' si vedono benissimo al di fuori dalle mura alte trenta centimetri e comunque ce ne sono a bizzeffe gratuiti in mezzo ai parchi.
Per fortuna questo errore l'ho commesso solo una volta e ho sprecato solo 50 bath.
E' zona turistica e questo incide un po' sui prezzi ma tutto sommato (per usare un'espressione di Monkey) non e' che la gente ti guardi come un portafoglio ambulante.
Piuttosto quando passi in bicicletta e hai l'aria di uno che si e' perso i bambini ti salutano gioiosamente in inglese e ti danno il benvenuto nel loro paese. Poi nessuno pero' sa dirti dove ti trovi guardando una mappa della loro citta'. Mah, questa cosa mi e, capitata anche a Kuala Lumpur e, ora che ci penso, a Casablanca.
Io credo che se a Torino uno straniero mi fermasse chiedendomi di indicargli dove si trova nella mappa non avrei grossi problemi.
Stasera prendo un bus per Chiang Mai (500 bath; ma al ritorno mi sa che prendo la terza classe che costa meno della meta') e arrivo finalmente nel nord della Thailandia.
Forse li' fara' un po' freschino.
No, non come in Italia! Al massimo un felpino la sera, ma non e' detto.
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Ayutthaya e poi via verso il nord thailandese
Francesco Giordano | mercoledì 7 gennaio 2009 | Etichette: Ayutthaya, bicicletta, Chiang Mai, mappa
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