Quattro mani battono su tre bonghi in George Street davanti al negozio di vestiti mio omonimo e all'Hungry Jacks, dove puoi riempirti la bibita quante volte vuoi, e io mi chiedo perchè mai uno dovrebbe prendere la Coca grande.
Le orecchie attratte dalle percussioni ti trasportano, poi arrivano altre orecchie. Quattro nere e due gialle. E iniziano le acrobazie e evoluzioni di un inconsueto trio di breakdance multietnico.
Le mani applaudono.
Gente storta, bevuta, stonata si butta nella mischia, balla convulsamente, si umilia, striscia per terra, simula sesso e autosesso.
Poi un gigante polinesiano lascia un'offerta ai suonatori di strada. Un biglietto rosso e un altro giallo.
E intanto si attende l'estinzione del ceppo indoeuropeo...
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Pazza Sydney, paura e deliro DownUnder
Francesco Giordano | sabato 6 dicembre 2008 | Etichette: bonghi, breakdance, refill
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