Non poteva mancare un post dedicato al nostro supermercato di fiducia, dopo meno di tre settimane in Australia mi sono già affezionato.
La Coles Supermarkets è un'enorme catena presente in tutto il paese, sarebbe seconda alla Woolworths ma la mia impressione è che qui a Sydney ci siano più supermercati Coles.

Abbiamo avuto diversi "domicili" qui a Sydney, prima in ostelli e ora in appartamento, ma un Coles sotto casa è sempre stato presente!
In particolare, ora ne abbiamo un proprio ai piedi della World Tower, non mi metto neanche la giacca per andare a fare la spesa (embè, direte. Ma qui è inverno...)!

Il Coles non è propriamente un discount, ma è facile trovare prodotti molto convenienti.
A fianco di ogni categoria di prodotto, che sia pasta, sugo, carne, surgelati, bibite, salumi, scatolette, liofilizzati, fazzoletti, utensili da cucina, carta da fotocopie ... o molto altro, si trova sempre l'alternativa all'acquisto costituita dalla marca di casa.
Un po' come succede in Italia, tutti ricorderanno infatti le SìCola, GS-Cola e così via.
Di solito comprando questi prodotti si risparmia perchè si evita di pagare il marchio e viene saltato qualche passaggio della catena di distribuzione, ma non sempre la qualità è la stessa.

Bene, il Coles fa di più, infatti possiede non uno ma ben tre marchi di prodotti:
  • Coles Finest: il prodotto di qualità
  • You'll love Coles: prodotto dal buon rapporto qualità-prezzo, con la possibilità di restituzione in caso di cliente non soddisfatto.
  • Coles $mart Buy, why pay more for everyday basics? : il prodotto low-cost per eccellenza. A volte si risparmia più del 80% rispetto all'equivalente prodotto di marca. La qualità? Bah... meglio non saperlo!
Ma le confezioni dei prodotti $mart Buy sono una chicca: non hanno colori ma hanno tutte la stessa etichetta, indistintamente dalla categoria alla quale appartengono!!!


La notizia è semplicemente che rimarremo a Sydney.
Infatti non avendo trovato lavoro in fretta e avendo quasi finito i soldi si pensava di lasciare Sydney per andare a raccogliere frutta in qualche farm, probabilmente nel nord, nel Queensland.
Questo problema l'abbiamo risolto, diciamo, a metà. Infatti il mio mate, Steve, ha finalmente ottenuto il lavoro come cameriere.
Io invece sto ancora cercando un lavoro, dopo due bocciature come pizzaiolo: ammetto che la prima serata non ho fatto non ho fatto una buona impressione ma nella seconda pizzeria, una bettola, mi sembrava di aver fatto bene. Vabbè!
Domani continuo il giro di ristoranti...
I giorni qui a Sydney scorrono velocemente. Solo negli ultimi giorni ho recuperato il jet-lag. L'altro ieri siamo andati a dormire alle sette di sera e ci siamo svegliati la mattina dopo alle sei. A pranzo e cena mangiamo quasi sempre a casa (dopo aver fatto la spesa intelligente dal Coles) e qualche volta prendiamo il sushi ai chioschetti. Qui a Sydney il sushi lo si trova ovunque ed è davvero cheap.

Per due-tre giorni abbiamo cercato lavoro, purtroppo ora qui è bassa stagione e assumono un po' di meno. Inizialmente pensavamo di dirigerci a Leichardt, un sobborgo che è la Little Italy di Sydney, ma diversi ci hanno sconsigliato di farci assumere da italiani. Non è affatto vero che hanno un occhio di riguardo per i connazionali, anzi.
Sabato e domenica abbiamo anche avuto tempo di girare un po' la zona di The Rocks e Circular Quay e poi l'itinerario più classico da fare a Sydney: andare sull'Harbour Bridge per fotografare l'Opera House, e andare all'Opera House per fotografare l'Harbour Bridge.


Stamattina invece siamo andati nella zona di Darling Harbour, e forse siamo riusciti a trovare finalmente un lavoro. Domani sera io sarò in prova per tre ore per fare il pizzaiolo mentre il mio mate deve fare l'RSA per essere assunto come cameriere. Siamo in due ristoranti diversi, ma entrambi molto vicini a casa, se ci assumono è un bel colpo!

Per fare pratica stasera a casa ho cucinato una pizza, anzi due.
Ho anche impastato, mentre probabilmente a ristorante dovrò solo farcire la pasta già pronta, magari anche spianata!
Per aver usato degli ingredienti non di primo livello devo dire che il risultato è stato più che soddisfacente; le due pizze sono risultate solo un po' pesantucce. Anche i miei coinquilini indonesiani hanno apprezzato.

Devo dire che sono molto soddisfatto dell'appartamento in cui vivo. Abbiamo a disposizione una palestra e una piscina con sauna, inoltre abitare in un grattacielo ha i suoi vantaggi: per trovare la strada di casa basta guardare in alto e individuare il profilo della World Tower... e quanti di voi hanno il proprio condominio su Wikipedia?



Dopo qualche giorno di chillout e un nuovo cambio di ostello ora è davvero arrivato il momento di cercare lavoro.
L'altro ieri ho comprato una SIM Vodafone Australia, a chi serve sappia che non sono rintracciabile al vecchio numero perchè nel cellulare tengo solo quello nuovo (chiedetemelo per email se volete).

In questi giorni ho visto altri quartieri di Sydney e fortunatamente le mie prime impressioni sono state smentite: la città mi piace molto e amo soprattutto l'ambiente giovane e cosmopolita che la caratterizza.
La zona centrale, in particolar modo quella vicino alla stazione centrale è molto vivace, piena zeppa di ristoranti, bar e, soprattutto, backpackers (ostelli). Apprezzabilissime anche Chinatown e Ultimo, la zona universitaria.

La città di Sydney è in realtà un piccolissimo quartiere il cui nucleo è The Rocks, luogo del primo insediamento inglese; tutti i quartieri, anche quelli appena menzionati sono sobborghi, i più vicini fanno parte a tutti gli effetti della città, moltissimi altri costituiscono il vasto agglomerato urbano della Greater Sydney.

Stamattina abbiamo lasciato l'ostello Headquarters Backpackers e ci siamo diretti in centro città. Abbiamo preso alcuni numeri di telefono dagli annunci appiccicati a un semaforo e, sistemati in un nuovo ostello (City Backpackers in George Street, camerata da 12, internet free, cosa non molto frequente qui a Sydney) abbiamo iniziato a fare un paio di telefonate.
Detto fatto, da domani mattina andremo ad abitare in un appartamento al 36° piano in un grattacielo in pieno centro (Liverpool Street)! L'affitto è un po' altino ma, come dicevo all'inizio del post, contiamo di trovare un lavoro a breve... anche perchè non abbiamo molta scelta!
Un furgoncino ci porta in centro, all'ostello Boomerang Backpackers in William Street. Paghiamo una sola notte, e facciamo bene perchè come posto non è granchè, in camera non c'è il riscaldamento e si muore di freddo!
Ci facciamo finalmente una doccia dopo il lungo viaggio ma rischiamo di morire assiderati asciugandoci al gelo...

Nel primo pomeriggio facciamo un giro per Sydney. A prima vista non mi ispira molto come città: è piena di stradoni trafficati e qualche grattacielo, non mi sembra molto vivibile!
Passiamo però per il Giardino Botanico che è gradevole, si affaccia sulla baia e ospita un'interessante varietà di piante e di uccelli.

Verso le 16 sentiamo il sonno arretrato piombarci addosso e ci addormentiamo direttamente sul prato. Per essere inverno non fa molto freddo, anzi il sole è talmente caldo da poter stare in maglietta. Ma passata un'oretta, la temperatura si raffredda e decidiamo di tornare in ostello e, consci del rischio che corriamo, ci mettiamo a letto.
Come prevedevamo, ci svegliamo che sono le dieci di sera, il bioritmo è completamente sballato. Tra l'altro saltiamo un mezzo appuntamento preso con un tizio conosciuto sul forum di Tripaustralia.com per una cena fra italiani...
Rimango a letto e mi sveglio verso le 4 di notte senza riuscire a prendere sonno.
Alle 7, già svegli da un po', usufruiamo della colazione dell'ostello, dopodichè ce ne andiamo.

Non lontano c'è un posto dove un amico è stato per mesi vivendo qui a Sydney, è il Backpackers Headquarter in Bayswater Road. Qui paghiamo per tre notti: le camere non sono male anche se i nostri compagni di stanza non sembrano dei maestri di ordine e pulizia... Ma almeno c'è il riscaldamento! Inoltre l'ambiente è un pochino più vivo che nell'altro.
Verso l'ora di pranzo facciamo la spesa e compriamo una sim australiana, quelle della vodafone le vendono anche al supermercato!
Nel pomeriggio si abbatte un temporale per la città quindi decidiamo di non uscire, rimaniamo in ostello, chiacchieriamo con qualche coinquilino e pensiamo al da farsi: i soldi non sono molti e dobbiamo trovare assolutamente un lavoro. Non scartiamo l'idea di spostarci subito in un'altra città, magari a Brisbane, o di cercare del lavoro in fattoria.

Domani andremo a farci il conto in banca e la tessera medicare.
Magari faremo anche un sopralluogo al quartiere italiano per cercare lavoro come lavapiatti o aiuto-cuoco.
Alle 22 il Boeing 747 della Malaysia Airlines decolla dall'aeroporto di Heathrow, mi porterà via dall'Europa per un po'. E' diretto a Kuala Lumpur, dove dopo poche ore proseguirò il viaggio per l'Australia. A bordo le graziose hostess asiatiche in abiti tradizionali ci servono un pasto di plastica mentre sforzandomi di non chiudere gli occhi guardo un film sul piccolo monitor davanti al mio sedile.
Negli ultimi tre giorni non ho dormito più di cinque ore, in condizioni di stanchezza è più facile addormentarsi su un sedile di aereo.

Il viaggio è cominciato giovedì mattina, il 24 luglio all'aeroporto Caselle di Torino, Stefano ed io ci siamo imbarcati sul Ryanar Torino - Londra Stansted, in partenza alle 10.30.
Giunti a Victoria Station con un lento pullman National Express solo verso le 15 ora locale, abbiamo trascorso alcune ore sul morbido prato di un parco nei pressi della stazione, leggendo, chiacchierando, dormendo.
Abbiamo raggiunto l'aeroporto di Heathrow direttamente con la Tube.

Mi risveglio e guardo il monitor principale: "Time to Destination: 2 hours 14 minutes", un nonnulla.
La colazione è in realtà un altro pranzo, per adattare i passeggeri al fuso malese. Cado poi in un dormiveglia interrotto solo dall'atterraggio.
Quattro ore in uno degli aeroporti migliori al mondo trascorrono velocemente, la connessione wireless è disponibile da ogni angolo del terminal. C'è qualche difficoltà in più a reperire prese di corrente, io mi arrangio seduto per terra in una toilette...

Il viaggio per Sydney è una fotocopia del precedente: ovviamente stessa compagnia, stesso velivolo, stessi film disponibili nel pacchetto entertainment, stesso cibo speziato, addirittura stesso orario di partenza. Solo, per fortuna, durà la metà.
Alle 8 di mattina tocchiamo il suolo australiano.
Scendendo dall'aereo attraversiamo la lussuosa cabina di prima classe. Se avessimo viaggiato qui ora saremmo molto più riposati. Ma non importa, l'avventura sta per cominciare, e non saranno poche ore di sonno arretrato e il fuso orario a ostacolarci. O sì?
Finalmente in partenza...
Due mesi fa compravo il volo solo andata per Sydney, la decisione era stata presa solo un giorno prima.

Inizialmente si pensava di stare due mesi, lavorare il giusto per mantenersi e ripagarsi il volo di ritorno, ma con il passare delle settimane è maturata l'idea di fermarsi più a lungo; non so quanto di preciso, ma ho voglia di fare una nuova esperienza, lavorare, mettere da parte qualcosa e appena possibile viaggiare alcuni mesi nel vicino Sud Est Asiatico.
Da troppo tempo desideravo poter viaggiare per diversi mesi consecutivi senza dover aspettare le "vacanze".
Voglio sperimentare un tipo di vita che si discosti dai canoni tradizionali, incontrare persone che vivono girando il mondo, conoscere le loro esperienze e allargare quindi i miei orizzonti.
Al termine di un primo periodo tirerò le somme e valuterò se varrà la pena continuare.
Ora come ora sono solamente pieno di tante speranze e aspettative.

Lascio forse l'università, almeno temporaneamente. Lascio, finalmente, casa.

Parto per Sydney, probabilmente ci lavorerò ci un mese, forse mi sposterò in altre città, sicuramente alcune settimane lavorerò in campagna nelle farm per la raccolta frutta. Le possibilità sono infinite, sta a me sfruttarle al meglio.

Domani mattina lascerò l'Italia con un volo Ryanair da Torino a London Stansted, con bagaglio a mano composto da un trolley e un piccolo zaino; in serata volerò da London Heathrow a Kuala Lumpur con Malaysia Airlines arrivando il pomeriggio del giorno dopo. Dopo alcune ore proseguirò con la stessa compagnia per la destinazione Sydney, dove arriverò sabato 26 luglio alle sette di mattina.

L'avventura sta per cominciare...!

Arrivenderci Italia!
Il visto WHV (Working and Holiday Visa) dura un anno dal momento in cui mettete piede sul suolo australiano.
Lo si può richiedere al massimo un anno prima del giorno in cui arriverete in Australia.
Dovete avere dai 18 ai 30 anni (31 non compiuti) nel momento in cui fate la richiesta del visto.

Con questo visto è possibile lavorare (non più di sei mesi con lo stesso datore di lavoro) e studiare (per non più di quattro mesi) ed entrare e uscire quante volte si vuole dall'Australia.

All'arrivo, bisognerebbe esibire il biglietto del volo di ritorno e dimostrare di avere sufficienti fondi per vivere in Australia per alcuni mesi anche senza lavorare. In realtà pare che queste cose non vengano mai controllate. Per inciso, io non ho nessuno dei due requisiti.

Il visto può essere fatto solo una volta nella vostra vita, ma se e solo se durante il primo periodo lavorate per almeno tre mesi in campagna presso una farm (sostanzialmente la raccolta frutta) potrete richiedere una seconda volta il WHV (sempre che non abbiate superato il 30 anni).

Qualsiasi tipo di visto australiano può essere richiesto online sul sito del Ministero dell'immigrazione dell'Australia .

Si può pagare con una carta di credito (va bene anche la Postepay) e in poche ore, se non ci sono problemi, vi mandano la conferma!
Attenzione, in qualche caso è possibile che ci vogliano diverse settimane, specie se si hanno avuto problemi di salute o qualche problemino con la legge (per dire, anche solo il ritiro della patente).

Il costo del WHV è di 190 AUD$, il che, oggi, equivale a 115 euro.

Nella lettera di conferma (che arriva per email dopo alcuni giorni, ma la si trova dopo pochi minuti direttamente sul sito andando a vedere a che punto è la procedura, mediante inserimento di un codice segreto e dati del passaporto) è presente il Visa Grant Number: questo è sostanzialmente il visto, non è necessario appiccicare nulla sul passaporto. Esso è registrato elettronicamente e il vostro passaporto sarà riconosciuto quando arriverete alla dogana.



Visualizza Marocco / Western Sahara (Feb/Mar 2008) in una mappa di dimensioni maggiori



Marrakech



Essaouira

Dakhla



Casablanca

Rabat


Questo è il racconto del viaggio che ho fatto durante l'estate 2007 insieme a Stefano, Andrea e Alberto.
Inizialmente volevamo fare un viaggio lungo la famosa Linea Transiberiana, o meglio Transmongolica, visto che la nostra destinazione era Beijing, in Cina.
Poi si è trasformato in qualcosa di più: volevamo arrivare
a Hong Kong direttamente in treno da Torino. Il tutto in circa trenta giorni, quindi solo con brevi tappe lungo il percorso.
Come si può leggere nel capitolo
Москва, e la delusione il nostro obiettivo purtroppo è fallito, non essendo riusciti a coprire via terra la tratta Ekaterinburg-Irkutsk, una delle più lunghe e affascinanti della Transiberiana.
Non per questo l'esperienza è stata da meno.

I primi 33 giorni abbiamo viaggiato tutti e quattro insieme, coprendo le tappe segnate nella mappa qui sotto, dopodichè Andrea e Stefano sono tornati in Italia.
Alberto ed io abbiamo approfittato di due voli a basso costo per avere un assaggio di sud-est asiatico: Kuala Lumpur e Singapore.




Purtroppo negli ultimi giorni di viaggio mi si è rotto l'hard disk del pc dove ogni giorno salvavo numerosissime fotografie. Confesso che perderle tutte è stato particolarmente doloroso.
Possiedo ancora il disco danneggiato e chissà, forse in futuro con una costosa operazione di recupero dati le ritroverò!
A causa di questo disguido, le (poche) immagini presenti nei capitoli fino al 36 sono, diciamo, di repertorio. Da Kuala Lumpur in poi fortunatamente ho tenuto le foto nella schedina della fotocamera.

Un piccolo dettaglio tecnico: a causa della naturale struttura del blog i messaggi appaiono in ordine cronologico inverso, cioè, prima il più recente. Credo che il modo più comodo sia seguire l'elenco dei capitoli sulla barra laterale.

Auguro una buona lettura. Commenti, critiche e segnalazioni (anche per errori nel testo) sono ovviamente molto graditi

Francesco
Macau

Svegli ancora una volta verso le 11.30, effettuiamo il check-out e prendiamo lo shuttle bus gratuito per il terminal dei traghetti. Il trolley comprato a Shanghai si è ormai trasformato in una valigia normale, infatti le ruote piano piano si sono staccate!

Abbiamo un paio d'ore prima della partenza, e decidiamo di avventurarci un po' in giro: uscire a piedi dal terminal però è un'avventura perchè non ci sono passaggi pedonali. Infine troviamo un cavalcavia che porta in una zona residenziale, ma pare che arriviamo in una specie di periferia, dove c'è ben poco da vedere. Mi rimane comunque impresso lo scorcio di palazzoni residenziali di epoca coloniale.

Per mangiare qualcosa troviamo solo un supermercato dove rimediamo patatine e biscotti vari... pure la beffarda insegna del McDonald's sarebbe la benvenuta in questi casi!

Torniamo infine al terminal dei traghetti e ci imbarchiamo sul comodo ferry boat.


Hong Kong

Torniamo infine a Hong Kong, ancora una volta passando dalla dogana: il mio passaporto, che ha pochi mesi di vita è già pieno di timbri.

Qui, dopo una fermata di metropolitana, mi libero finalmente dei miei pesanti bagagli, infatti nella Hong Kong Station, è possibile effettuare l'InTown Check-in: spediamo le valigie all'aeroporto e otteniamo la carta d'imbarco.

Prendiamo il traghetto per Tsim Sha Tsui e dopo uno spuntino trascorriamo l'ultimo tramonto ancora sulla Grand View Deck, godendo dello spettacolare panorama di fronte a noi. Intanto, scrivo l'ultima cartolina del mio viaggio.


Giriamo ancora per far passare del tempo, finchè alle 22, dalla stazione di Tsing Yi, prendiamo l'Airport Express che in poco meno di 30 minuti ci porta nella fantastica aerostazione di Hong Kong. Purtroppo, vista la tarda ora, molti bar, negozi e attrazioni sono ora chiuse.


Attendiamo di essere imbarcati sul Boeing 747-400 della Oasis Airlines, il nostro volo per Londra (prenotato undici mesi fa e pagato solo 160 euro) parte verso l'1.00.

A bordo il servizio è discreto: l'aeromobile non è nuovissimo ma i sedili sono comodi e sufficientemente reclinabili per dormire, sono dotati di schermo LCD e viene servita una cena, perlomeno commestibile.

Trascorse un paio d'ore dal decollo, mi addormento definitivamente... il viaggio in Asia è finito, al mio risveglio saremo in Europa, e l'aeroporto londinese di Gatwick sarà la nostra casa per una manciata di ore, prima di poter volare finalmente a Torino.



Singapore

La stanchezza di fine viaggio si fa sentire, ci sveglia alle 11.30, giusto in tempo per lasciare l'albergo.

Prendiamo la metropolitana, diretti a Orchard Road. Una particolarità del sistema dei trasporti di Singapore, è che si lascia una caparra al momento dell'acquisto del biglietto che viene restituita all'arrivo: praticamente, se un biglietto costa 1 dollaro lo si paga 2, e all'arrivo inserendo il biglietto in un apposita macchinetta si ritira un resto di 1 dollaro.

Orchard Road sono gli Champs Elysees d'Oriente, la strada più famosa di Singapore, pullulante di negozi alla moda.

Invece di pranzare ci sfamiamo spizzicando stuzzichini per strada: è pieno di chioschetti e bancarelle provviste di spiedini di pollo, calzoncini fritti e, soprattutto, succhi di frutta fresca frullata sul momento!

All'Hard Rock Cafe mi procuro l'ultimo shot-glass del mio viaggio dopo Mosca, Beijing, Hong Kong e Kuala Lumpur, la mia collezione cresce sempre di più.


Verso le 17 finiamo di percorrere Orchard Road, rendendoci conto che è non è così facile fare affari né con l'elettrnioca né tantomeno con i vestiti.

Passati in albergo a ritirare i bagagli ci rechiamo all'aeroporto Changi direttamente con la metro.

Il nostro volo Tiger Airways parte dal Terminal low-cost che, seppur di dimensioni ridotte, è ottimamente organizzato e funzionale. Il decollo è puntuale alle 20.20 e l'atterraggio a Macau avviene nei primi minuti del 9 settembre, alle 0.05.


Macau

Ancora formalità doganali e ancora taxi: arriviamo in albergo, lo stesso dove abbiamo alloggiato pochi giorni fa, verso l'una, ma ciò non ci scoraggia a passare una notte fuori dedicandoci al casinò!

Siamo sull'isola di Taipa, meno vivace della penisola, ma qualche sala da gioco non manca. In effetti noi entriamo nel primo hotel che ci capita, il Grand View, e ospita un casinò aperto 24 ore su 24.

Purtroppo tavoli da roulette non ce ne sono, è presente solo una macchinetta automatica. Rimango un po' deluso, ma tuttavia posso giocare più tranquillo e più comodo.

La serata è particolarmente fortunata per me: inizio con 180 HK$ prestatimi da Alberto, dopo alcuni alti e bassi arrivo a 550 HK$, piano piano perdo quasi tutta la mia vincita ma all'ultima giocata, poco prima di andare via punto 20 HK$ sul 2 e 200 HK$ sulla seconda dozzina... magicamente esce proprio il 2 e vinco in un solo colpo 1100 HK$!


Sono ormail le 4.30 del mattino, le emozioni mi hanno tenuto sveglio. E' ora di andare a dormire per riposarci prima dell'ultima giornata del nostro viaggio.



Singapore

La notte non passa indenne dalle zanzare che affollano lo scompartimento. Esse non fanno certo distinzione tra prima e seconda classe, e l'autan le allontana solo in parte.

Alle 6.30 veniamo svegliati perchè per passare il confine è necessario scendere dal treno con tutti i bagagli e passare personalmente alla dogana.

Arriviamo quindi alla minuscola stazione di Singapore, vi sono solo due binari! In effetti, da qui partono al massimo tre o quattro treni al giorno, tutti diretti a Kuala Lumpur.


Siamo più stanchi del previsto, credevamo che lo scompartimento di prima classe ci avrebbe permesso di riposare, invece non vediamo l'ora di arrivare in hotel per dormire ancora un po'. Un taxi ci porta all'Asphodel Inn, prenotato su internet. Non è niente di che, anzi è abbastanza squallido, ma per una sola notte va benissimo, soprattutto in considerazione del prezzo.

Purtroppo alle 9 la nostra stanza non è ancora pronta e dovremo tornare per le 12.


Anche se avrei preferito posticipare, inizia subito un breve tour della città: siamo situati nel cuore di Little India, non siamo lontani da Orchard Road, dal quartiere coloniale e dalla maggior parte delle attrazioni.

Raggiungiamo a piedi Victoria Street ed entriamo in un centro commerciale per prelevare contante.

Mi sorprende come alle 10 di mattina la città sia ancora deserta: immaginavo che in un posto come Singapore ci fosse sempre fermento, gente indaffarata per strada e traffico. In compenso, tutto è pulito e sembra funzionare bene, una sensazione che molti avranno provato venendo qui per la prima volta.

All'interno del centro commerciale, decido di farmi tagliare i capelli: per 10 SG$ (5 euro) mi fanno un taglio veloce.

Mettiamo qualcosa sotto i denti ed entriamo in qualche negozio di elettronica per comparare i prezzi con quelli europei.

Facciamo passare ancora un paio di ore girovagando per il quartiere coloniale e avvicinandoci alla baia.

Tornati in albergo, mi faccio una doccia e mi metto a letto per un paio d'ore.


Mi sveglio più tardi del previsto, e ritorno in giro solo alle 17 inoltrate.

Visto il poco tempo sfrutto a pieno i consigli della guida per fare un mini-tour della città. Scendo con la metropolitana a Raffles Place, piccolo centro circondato da grattacieli, costeggio la baia prendendo la Esplanade Drive, dalla quale si scorge lo stupendo Esplanade Theatre on the Bay, magnifico esempio di architettura moderna.

Entro quindi in pieno quartiere coloniale e passo davanti all'Hotel Raffles, noto albergo di Singapore, intitolato a Sir Thomas Raffles, fondatore di Singapore nel XIX secolo.

A due isolati di distanza vi è il Singapore Art Museum, aperto fino alle 21 il venerdì sera. Lo visito abbastanza approfonditamente, ma le sale in esposizione sono poche, per fortuna l'entrata è libera. Contemporaneamente alla mia breve visita, si tiene un party al piano terra, frequentato da uomini e donne eleganti, a quanto pare questa festa ha a che fare con il Brasile... avessi avuto abiti più adeguati mi sarei imbucato e avrei scroccato drink e salatini!


Infine mi dirigo verso Beach Road, dove vi è un'alta concentrazione di bar e ristoranti. Mangio al Yinthai Place, dove mangio discretamente cibi molto piccanti. Ottimo però il dolce, mango e riso glutinoso.

Dopo cena mi avventuro curiosamente per Orchard Road, illuminata e trafficata, piena zeppa di negozi e centri commerciali, anche di sera. Il Seven Eleven mi viene in aiuto, compro una birra fresca e la sorseggio camminando durante il tragitto per l'albergo, che compio metà a piedi e metà in metropolitana.



Kuala Lumpur

Mi sveglio verso le 10, metto a posto tutti i bagagli perchè devo lasciare la stanza, mangio una banana per colazione ed esco. L'appuntamento con Simone è alle 11 davanti alle Petronas Towers. Lui si sarebbe dovuto svegliare prima per fare la coda e salire sullo Sky Bridge che collega le due torri, ma dopo un po' che lo aspetto, mi arriva un sms con scritto che non si era ancora svegliato, a causa del jet-lag non ha sentito la sveglia.

Poco male, torno in ostello, ci incontriamo e da lì prendiamo un taxi, per farci portare alla Batu Caves, qualche chilometro a nord di Kuala Lumpur.


Si tratta di grotte naturali alle pendici di un monte, all'interno delle quali è stato costruito un tempio indù. Alle sommità del monte e della scalinata che collega l'ingresso della grotta vi è un'immensa statua d'oro raffigurante Murugan, una divinità indù.

A rendere più insolità l'atmosfera, e forse vera attrazione del luogo, è la massiccia presenza di scimmie. Per niente aggressive ma neanche spaventate dalla presenza dell'uomo, si fanno avvicinare e fotografare.


Per tornare in centro prendiamo il pullman 11, che ci porta verso China Town. Scendiamo dal pullma e ci dirigiamo a piedi verso Bukit Nanas, e questa volta decidiamo di salire sulla KL Tower.

Comprato il biglietto per salire, si scatena un acquazzone improvviso, tipico, penso, di questo clima tropicale. Dopo qualche minuto torna a splendere il sole e prendiamo l'ascensore che in pochi secondi ci porta su, a 300 metri di altezza.

La vista è notevole, si vede quasi tutta Kuala Lumpur e le Petronas Towers di profilo. Di notte il colpo d'occhio dev'essere migliore!


Una volta scesi dalla torre, sono le 18. Io torno in ostello perché fra poco ho appuntamento con Alberto, impegnato nell'ultima giornata di conferenze, e alle 22 dobbiamo prendere il treno per Singapore. Saluto Simone che va a farsi ancora un giro in città.

Prima di andare via mi fermo in un ristorante indiano dove ordino del pollo piccante con verdure.

In ostello raccatto i miei bagagli e controllo le email. Dall'Italia arriva una triste notizia, è morto Pavarotti!

Saluto affettuosamente Mike e Sofie, che sono stati gentilissimi durante il mio soggiorno in ostello e prometto che tornerò, prima o poi!


Fortunatamente l'hotel Hilton è adiacente alla stazione Sentral, così dopo esserci incontrati e aver mangiato qualcosa, siamo subito in coda per salire sul treno.


Treno 11

Abbiamo prenotato uno scompartimento di prima classe, per circa 20 euro a testa, direttamente dal sito delle ferrovie malesi. E' provvisto di due letti e bagno con doccia.

Vi è perfino una televisione (che non funziona) e un contenitore di plastica con all'interno una cena, che però, è terribile.


Kuala Lumpur

Mi sveglio abbastanza tardi, esco dall'ostello che sono passate le 10. Alberto è uscito già da qualche ora, diretto all'hotel Hilton per una conferenza di Sicurezza Informatica, il reale motivo per cui ha accettato di venire fin qui.

Da parte mia, approfitto per farmi un giro in solitaria.


Pur avendo la guida in mano, decido di girare a caso, dirigendomi verso China Town. Arrivo a una stazione della monorotaia e decido di prenderla. Mi emoziona un po' perchè non ho mai visto niente di simile in Europa, la ricordo più che altro per un famoso episodio dei Simpson!

Corre (in verità, a velocità a contenuta) per la città su una piattaforma rialzata e si inclina parecchio in curva. L'impatto ambientale non è dei migliori, ma conferisce alla città un'atmosfera futuristica.


Giunto a China Town, caotica, rumorosa e odorosa, attraverso la via centrale del mercato.

Mi perdo tra le intricate vie della zona ma questa volta, anche senza mappa, riesco a orientarmi, seguendo la struttra della monorotaia, che porta in Merdeka Square, traducendo, Piazza dell'Indipendenza.

Stanno smontando delle tribune, probabilmente qualche giorno fa c'è stata una manifestazione, infatti il 2007 è il 50° anniversario dell'indipendenza malese.


Nel primo pomeriggio prendo la LRT, un sistema di trasporti parallelo alla monorotaia (le rotaie sono due, ma è sempre sopraelevata) e torno al KLCC, zona delle Twin Towers e dei centri commerciali.

In questa zona c'è l'acquario, avevo previsto di visitarlo ma lascio perdere.

Mi allontano allora di nuovo a piedi verso la Bukit Nanas, una collina che ospita una foresta tropicale in pieno centro città! In cima ad essa è costruita la KL Tower, torre della televisione, terza costruzione più alta della città.

Tornato alle Petronas Tower, entro nel centro commerciale, e dopo un po' di shopping, visito le Petronas Gallery, dedicate quasi interamente alla celebrazione del 50° anniversario dell'indipendenza.


Quando esco sono le 17, prendo ancora una volta la LRT e mi dirigo verso l'hotel Hilton, dove ho appuntamento alle 18 con Alberto. Aspettandolo, nella reception ordino una Coca-Cola in bottiglia che costa quanto la cena della sera prima!

Riprendiamo la divertente monorotaia per tornare in ostello, dove mi sdraio sul letto, addormentandomi fino alle 22. Sarà il caldo tropicale che non mi mette appetito, ma non ho mangiato nulla dalla colazione di stamattina!


Dopo una veloce doccia, scendo in strada, brulicante di ristorantini indiani.

Intanto, Sofie mi presenta Simone, un ragazzo romano in viaggio solitario, appena arrivato in ostello. Beviamo una birra insieme mentre mangio un piatto di riso fritto. E' arrivato stamattina a Kuala Lumpur da Roma, sta andando in Australia ma approfitta dello stop-over di due settimane in Malesia.

Tra una cosa e l'altra facciamo l'una, lui ovviamente sente un po' l'effetto del jet-lag. Ci salutiamo e ci diamo appuntamento per l'indomani, per visitare insieme qualcosa.



Kuala Lumpur

Fortunatamente al mio risveglio la febbre è passata e il dolore all'orecchio è meno acuto.

Sono le 9, dobbiamo chiudere le valigie, fare colazione e lasciare l'albergo in fretta: alle 10.45 parte il nostro volo Air Asia per Kuala Lumpur.

Visto che fra pochi giorni torneremo nello stesso albergo lasciamo qui la maggior parte del bagaglio e partiamo con una sola valigia per tutti e due.

In meno di cinque minuti un taxi ci conduce in aeroporto.

Il volo AK51 decolla puntuale da Macau e atterra altrettanto in orario in terra malese al terminal low cost (LCCT) dell'aeroporto di Kuala Lumpur, circa tre ore e mezzo dopo; il fuso orario è lo stesso.


Un bus ci porta in circa un'ora alla stazione Sentral di Kuala Lumpur. Ormai sono quasi le 17 e ci concediamo un panino al McDonald's.

Credevo che il gusto dei panini del McDonald's fosse lo stesso in tutto il mondo, invece alla stazione di Kuala Lumpur è molto peggio!

Acquistiamo poi un coupon da 10 RM (10 Ringgit sono circa 2 euro) per il taxi, con il quale ci facciamo portare all'ostello Red Palm, dove abbiamo prenotato una doppia per due notti.

I proprietari, Mike e Sofie, ci accolgono e ci mostrano la nostra camera, senza bagno: è essenziale ma pulita e tranquilla.


Dopo esserci sistemati usciamo a passeggiare per Kuala Lumpur, portandoci dietro la guida in inglese acquistata qualche giorno fa a Shanghai.

Dopo le 19 l'oscurità inizia a calare e nel cielo risplendono le Petronas Twin Towers, gioiello architettonico moderno della Malaysia.


Raggiungiamo i piedi delle torri gemelle, dove sorge il KLCC Suria, centro commerciale provvisto di boutique, negozi, caffè e fast food.


Per cena scegliamo di andare al Thai Thong Grand Restaurant, che a dispetto del nome dovrebbe essere un ristorante cinese abbastanza economico.

Facciamo un po' di confusione cercando di orientarci con la scarna mappa della LP, ma almeno ne approfittiamo per avventurarci in qualche via centrale di questa metropoli asiatica, che a me affascina tantissimo.

Arriviamo al ristorante solo alle 22, e tanto per cambiare, i prezzi sono più alti di quanto indicava la guida!

Torniamo poi in ostello, ancora con qualche difficoltà orientativa...


Il mio primo approccio con Kuala Lumpur e la Malaysia è più che positivo.

Già sul bus dall'aeroporto sono stato colpito dalla folta vegetazione tropicale che correva sul mio finestrino. Ma la Malaysia è soprattutto una nazione dai molteplici aspetti: a partire dal territorio, situato in parte nella punta meridionale della Penisola Malacca e in parte nella zona settentrionale dell'isola del Borneo; è inoltre un paese multiculturale e multietnico: vi convivono un 60% di malay, 25% di cinesi e 10% di indiani, oltre ovviamente a una grandissima varietà di minoranze; la religione di stato è islamica ma è concessa la libertà di culto, così ogni gruppo etnico mantiene i propri usi e costumi.

Le religioni presente sono quindi numerosissime: islam, buddismo, hindi e cristianesimo. Altrettante le lingue: malay, iban, cinese, tamil e l'inglese, diffusissimo in tutto il paese in seguito al periodo coloniale sotto la corona britannica.


L'immagine simbolo di questo melting-pot ha un contrasto surreale e inedito: per strada vedo passeggiare donne completamente coperte dal burqa a fianco di giovani prostitute mezze nude di varia etnia; sì, perchè appena tramontato il sole, i marciapiedi si affollano, il mercato del sesso apre i battenti, mentre qualche ratto sbuca dalla fogna e terrorizzato attraversa la strada.


Hong Kong

Non mi sento granchè meglio, ma alle 12 dobbiamo lasciare l'albergo e alle 14 abbiamo il ferry-boat per Macau.

Nauseato e con l'orecchio ancora dolorante chiudo le valigie e faccio il check-out.

Un taxi ci porta in un quarto d'ora al terminal dei traghetti; prima di entrare dobbiamo espletare le solite formalità doganali. Infatti Macau, ex colonia portoghese tornata alla Cina nel 1999, è come Hong Kong, una Regione Amministrativa Speciale; ha una valuta propria, la Pataca, che vale poco meno di 1 HK$, e regge la sua economia sul gioco d'azzardo, contendendo a Las Vegas il primato mondiale per il volume d'affari legato a tali attività.

Tra Macau e Hong Kong partono moltissimi traghetti al giorno, con una frequenza che negli orari di punta arriva a 15 minuti. A bordo ci si siede su ampie poltrone su cui riposare durante i 50 minuti di viaggio.


Macau

A Macau, dopo un nuovo passaggio in dogana, ci aspetta una lunga coda per prendere il taxi. Il malditesta, la febbre e la pioggia rendono il tutto ancora meno piacevole!

Finalmente ci facciamo portare nell'albergo prenotato su internet qualche settimana fa, situato nell'isola di Taipa, vicino all'aeroporto. Paghiamo il prezzo di un ostello ma il servizio e la qualità sono di un quattro stelle. Perlomeno posso riposarmi tutto il pomeriggio e cercare di guarire in vista della partenza per la Malaysia del giorno dopo!

Rinuncio quindi a visitare Macau, mi spiace ma non mi sento proprio di uscire. Inoltre l'8 settembre torneremo qui da Singapore e il giorno dopo dovrei avere qualche ora per fare un giro.


Nel pomeriggio Alberto si fa un giro per la città e la sera ceniamo insieme in albergo, dove per una decina di euro si può mangiare a volontà attingendo da un ricco buffet. La salute e il buonumore stanno tornando...


Hong Kong

Come purtroppo mi aspettavo, mi è venuta l'otite. Mi risveglio con l'orecchio dolorante e un po' di febbre. Rinuncio a uscire e rimango a letto in albergo tutto il giorno.

Gli altri escono e tornano verso il tardo pomeriggio, dopo aver fatto un po' di acquisti presso i mercatini dell'usato. Infatti Andrea e Stefano partono stasera per l'Italia, il loro aereo parte a mezzanotte.

Alle 20 usciamo insieme dall'albergo, diretti alla stazione della MRT, dove passa anche l'Airport Express. Per quanto sia debilitato e stanco, li accompagno per mangiare qualcosa insieme prima della loro partenza. Riesco a inghiottire solo una ciotola di riso.

Poi ci salutiamo: dopo 33 giorni, il gruppo si divide. Loro arriveranno in Italia tra più di 24 ore (lo scalo a Londra sarà parecchio lungo); Fra sette giorni Alberto ed io compiremo lo stesso viaggio, ma ora ci aspetta ancora una piccola fetta di Asia da visitare.


Hong Kong

Oggi decidiamo di dividerci: Alberto ed io rinunciamo alla visita della Statua del Buddha Seduto, situata sull'isola di Lantau e a un pomeriggio in spiaggia, per andare a vistare la Hong Kong University of Science and Technology, un atenero di cui mi ero già interessato dall'Italia e dove mi sarebbe piaciuto trascorrere un periodo di studio.


Dopo un interminabile viaggio tra MTR, cambiando cinque linee, e uno shuttle bus, giungiamo a Clear Water Bay, una splendida baia dov'è situata la moderna struttura che ospita l'università.

Il campus è provvisto di piscina, campi da tennis e da calcio, ristoranti e supermercati. Le residenze per gli studenti sono numerosissime. Essendo i primi settembre non c'è molta gente in giro, comunque mi sembra proprio un bel posto.


Verso l'ora di pranzo, prendiamo nuovamente la MRT e ci facciamo portare nella Hong Kong Island, a Causeway Bay, facciamo un po' di shopping e ci perdiamo per le trafficatissime vie di Hong Kong, passando anche per Times Square.


Il tempo passa e alle 19, ci rechiamo a Kowloon, dove abbiamo appuntamento con gli altri due per la cena. Facciamo moltissima coda (addirittura con il ticket numerato) per entrare in un sushi bar, ma mangiamo benissimo senza spendere più di tanto. Esperienza sicuramente migliore che al coreano!


Ancora una volta passiamo la serata comprando una birra al Seven Eleven e bevendola in strada.

Purtroppo durante il bagno in piscina mi è entrata dell'acqua nell'orecchio, e lo sento un po' indolenzito.